Il Tirreno

Pistoia

trasporti pubblici 

Il Copit verso la liquidazione «Non esistono alternative»

Fabio Calamati PISTOIA.
Il Copit verso la liquidazione «Non esistono alternative»

La linea della giunta Tomasi dopo la cessione di uomini, mezzi ed edifici ad Autolinee Toscane, l’azienda vincitrice della gara regionale per gli autobus

3 MINUTI DI LETTURA







«Giunti a questo punto, l’indirizzo dell’amministrazione è quello di procedere alla liquidazione del Copit». L’assessore comunale alle aziende partecipate Margherita Semplici lo dice subito, prima ancora che il presidente dell’azienda di trasporto faccia il punto sugli ultimi, intensi mesi che hanno preceduto l’ingresso del nuovo operatore di trasporto pubblico, Autolinee Toscane (di proprietà dei francesi di Ratp), anche nei servizi che fino al 31 ottobre erano gestiti dal Copit.

Quella parola, «liquidazione», ha un sapore indubbiamente amaro, riferito ad una azienda di quasi trecento dipendenti, che esiste da 52 anni e che, dopo periodi difficili, da un decennio inanella bilanci in attivo. Ma la sentenza del Consiglio di Stato del 21 giugno, che dopo anni di guerra legale ha assegnato ad Autolinee Toscane l’appalto sul trasporto pubblico regionale, ha anche sottratto – secondo le valutazioni della stessa azienda pistoiese e dell’amministrazione comunale – qualsiasi possibilità di sopravvivenza al Copit.

Davanti ai consiglieri comunali della sesta commissione, lo hanno ribadito la stessa Semplici e il presidente Copit Antonio Principato, affiancato per l’occasione dall’unica consigliera di amministrazione Eloisa Germinara.

Cosa è successo? Che tutti i mezzi, gli immobili e i dipendenti sono stati acquisiti da Autolinee Toscane, dal primo novembre subentrata al Copit nella gestione del trasporto pubblico. Tramite un accordo con i nuovi proprietari, i dipendenti amministrativi continueranno a lavorare anche per la loro vecchia azienda per consentirle di chiudere il bilancio 2021. Come sede, Copit si è tenuta un piccolo spazio al piano terra dello storico palazzo di via Pacini.

Principato ha spiegato di aver esplorato le possibili alternative alla liquidazione, in primis il mantenimento di un ruolo nella gestione del servizio scuolabus. Ma di avervi dovuto rinunciare per il costo eccessivo e per la difficoltà a reperire autisti. Così la gestione degli scuolabus è rimasta al consorzio privato Cnp (Noleggiatori pistoiesi), con cui la stessa Copit aveva creato una associazione temporanea di imprese.

L’assessore Semplici ha motivato la contrarietà ad altre scelte che avrebbero potuto tenere in vita l’azienda affidandole, ad esempio, la gestione dei parcheggi. «Per fare un affidamento diretto – ha spiegato – la società dovrebbe essere interamente dei Comuni, il che vorrebbe dire liquidare l’attuale socio privato (il Ctt, ndr), oltre ai Comuni che non fossero d’accordo con questa operazione». Insomma, una strada estremamente complicata e lunga.

Del resto – ha sottolineato Principato – anche le altre aziende di trasporto si stanno avviando verso la liquidazione. Unica eccezione, la pratese Cap, che però è una cooperativa e che già si occupava, oltre che di trasporto pubblico, anche di turismo e di manutenzione. Anzi, per quest’ultima attività ha anche firmato un contratto con Autolinee Toscane.

Nel dibattito in commissione sono emerse molte perplessità e richieste di chiarimento, alle quali Principato, Germinara e Semplici hanno risposto, sottolineando sempre la mancanza di possibilità alternative alla liquidazione.

Quest’ultima, comunque, verrà sottoposta ovviamente al consiglio comunale, visto che Pistoia è il socio di maggioranza relativa (51 per cento delle quote) dell’azienda di trasporto. L’appuntamento sarà nell’ambito della annuale ricognizione della situazione delle società partecipate.



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera