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Per sciare sulle piste servirà l’assicurazione obbligatoria

Carlo Bardini
Per sciare sulle piste servirà l’assicurazione obbligatoria

Ma la normativa, in vigore dal prossimo anno, non piace agli operatori di settore «Aggravio economico e burocratico: sbagliato introdurlo in questo momento»

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Carlo Bardini

Abetone. Scusi ma lei è assicurato? Altrimenti non può sciare. Cambiamenti in vista con aggravi economici per tutti gli sciatori che, dopo una ventina di mesi di astinenza dovuti alla pandemia sanitaria, smaniano per rimettersi ai piedi un paio di sci. A breve entrerà in vigore la legge 40 del 2021 che prevede che tutti gli sciatori debbano essere assicurati contro terzi per poter sciare. E c'è chi, come Federfuni Italia, per scongiurare un aggravio economico e burocratico, proprio in questa fase delicata di ripresa dello sport bianco, sta lavorando affinché venga accettata una proroga di un anno e la normativa entri così in vigore nel 2023.

«A guardare al dettaglio – spiega Rolando Galli, presidente della Società Abetone Funivie – non è che la cifra giornaliera dell'aumento dei costi per ogni sciatori sia elevata. Anche paragonando le varie assicurazioni, grosso modo si parla di 2 euro al giorno. Che comunque, secondo l'assiduità dello sciatore, è comunque un aggravio economico. È solo che, pur facendo buon viso a cattiva sorte perché è comunque obbligatorio adeguarci, è un fattore penalizzante anche al livello burocratico, sia per noi che per gli appassionati dello sport bianco stessi. Eppure, se arrivano all'impianto di risalita e ne sono sprovvisti noi siamo obbligati a mettere a disposizione l'assicurazione».

In pratica dal primo gennaio funzionerà così. Lo sciatore che vuole andare a fare qualche discesa per passare una giornata tranquilla e divertente, deve essere coperto con un'assicurazione di responsabilità civile verso terzi o attraverso una propria assicurazione, oppure farlo presente agli impiantisti e usufruendo di quella che loro mettono a disposizione. Questo nasce per la sicurezza sulle piste in caso di incidente e vale solo nei confronti di terzi e non di se stessi. «Il soggetto può usufruire della propria assicurazione se ne ha una – prosegue Galli – come molti cittadini hanno indipendente dal fatto che siano o non siano sciatori. Coloro, ad esempio, che sono tesserati Fisi ne hanno una già compresa nel costo della tessera. Questa nuova normativa doveva entrare in funzione nel 2024 ma poi è stata anticipata al prossimo anno».

Federfuni Italia si sta battendo per poter posticipare al 2023 l'applicazione della legge e, secondo il suo presidente nazionale Andrea Formento, nonché direttore degli impianti della Val di Luce, ci sono ancora i margini per essere ottimisti. «Non siamo contro questa normativa – ha detto Formento – ma solo non riteniamo opportuno che entri in vigore proprio in questa fase delicata della ripresa. Usciamo adesso da due anni difficili a causa della pandemia sanitaria e cominciare il 2022 già con questo tipo di aggravio non ci sembra opportuno. Noi ci stiamo adoperando, affinché venga accettata la proroga al 2023».

Ma se eventualmente non dovesse essere fatta marcia indietro, gli sciatori saranno obbligati a ricordarsi l'assicurazione.

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