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La comandante Turelli rinuncia al ricorso contro i domiciliari

La comandante Turelli rinuncia al ricorso contro i domiciliari

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agliana. Nessun appello al tribunale distrettuale del riesame di Firenze da parte della comandante della polizia municipale di Agliana, Lara Turelli, agli arresti domiciliari da due settimane. Ad annunciare il ritiro della richiesta, è stata l’avvocata di fiducia dell’indagata, Pamela Bonaiuti, che parla di una scelta dettata dalla strategia difensiva concordata con la propria assistita.

«La richiesta di riesame della misura cautelare degli arresti domiciliari – spiega la legale – era stata fatta per precise strategie processuali, e per altrettanto precise strategie processuali (per altro già decise al momento del deposito della richiesta) Lara Turelli ha rinunciato all’istanza proposta».

L’avvocata non entra nei particolari della decisione, ma la scelta potrebbe essere stata dettata anche pensando a una futura eventuale condanna: il periodo trascorso ai domiciliari sarebbe scontato dalla pena detentiva.

«Questo sarà un processo molto delicato con plurime e complicate questioni di diritto – prosegue l’avvocata Bonaiuti – Lara Turelli è determinata a far emergere tutta la verità e per questo è pronta, se necessario, ad affrontare anche una lunga detenzione domiciliare. Sia chiaro che la mia assistita non ha rinunciato al riesame della misura degli arresti domiciliari perché teme l’esito dell’ordinanza: anzi, è ben conscia che molto probabilmente il collegio della cautela potrebbe anche revocare o attenuare la misura, in atto. La rinuncia è stata fatta esclusivamente per ragioni di strategie difensive ».

Ai domiciliari dal 9 novembre si trova anche l’agente Claudia Vilucchi. Entrambe indagate sono accusate di atti persecutori, falso ideologico, calunnia e rivelazione di segreti d’ufficio, mentre sulla comandante pende anche l’accusa di furto aggravato. Secondo la procura (le indagini sono dirette dai pm Luisa Serranti e Leonardo De Gaudio), le due donne – entrambe sospese dal servizio, senza stipendio – avrebbero perseguitato sistematicamente soprattutto due colleghe, anche attraverso pretestuosi procedimenti disciplinari.

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