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Poco verde, tante auto e troppi rifiuti La pagella di Pistoia è ancora da bocciatura

Luca Signorini PISTOIA.
Poco verde, tante auto e troppi rifiuti La pagella di Pistoia è ancora da bocciatura

Il capoluogo solo all’ottantesimo posto (su 105 città) nel rapporto “Ecosistema urbano” 2021 di Legambiente 

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All'ottantesimo posto su 105 capoluoghi di provincia. Piange la classifica di Pistoia nel 28° rapporto “Ecosistema urbano”, realizzato da Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia. Il punteggio della nostra città, calcolato su 18 parametri, si ferma al 43,9 per cento, abbondantemente sotto la media nazionale del 53,05, nonostante la crescita di tre punti fatta registrare rispetto al 2020. Trieste, città prima della lista, viaggia a quota 84,71 per cento. C'è un abisso insomma tra il capoluogo del Friuli Venezia Giulia e la cosiddetta “capitale del verde”, sede del distretto vivaistico più grande d'Europa.

Ma di verde in città ce n'è poco: appena 17 alberi ogni 100 abitanti (Trieste ne ha 102). Nessun sorriso neppure dagli altri indicatori sui quali si basa la valutazione del report. Ogni 100 abitanti, solo 7,38 metri di piste ciclabili (in totale raggiungono i 15,5 chilometri); e ancora 0,72 metri quadrati per residente di isole pedonali. Tante strade carrabili e pochi marciapiedi, in pratica. Su una scala da zero a dieci, a Pistoia il consumo del suolo vale otto: significa che si fa faticano a trovare superfici non urbanizzate e senza mura tirate su. Di conseguenza, sono scarsi i giardini pubblici e le aree verdi fruibili: pari a 21,1 metri quadri per abitante.

Poi i rifiuti urbani: la produzione di immondizia indifferenziata arriva a 606 chili all'anno per abitante, e la raccolta differenziata è ferma al 37,4 per cento.

«Andiamo sempre peggio, la fotografia riconferma l'andamento di sempre – dice Antonio Sessa, presidente di Legambiente Pistoia – parliamo tanto di rigenerazione urbana e di città sostenibili, e poi le nostre numerose segnalazioni restano sempre inascoltate. Ci sarebbero almeno quattro emergenze che, se risolte, ci permetterebbero di ripartire con l'obiettivo di far uscire Pistoia dal baratro nel quale è precipitata. Mi riferisco alle Ville Sbertoli, all'ex Breda, al Ceppo e all'area intorno all'ospedale San Jacopo».

«Inoltre – prosegue Sessa – la mobilità urbana non è il massimo e la raccolta differenziata ha numeri bassissimi. Speriamo adesso che vengano spesi davvero bene i soldi europei del Piano nazionale di ripresa e resilienza».

A proposito di mobilità. A Pistoia ci sono 65 auto e 11 moto ogni 100 abitanti, e 5,2 tra morti e feriti in incidenti stradali ogni mille cittadini. Sono poi sette in tutto i viaggi all'anno per ogni residente sui bus del trasporto pubblico (22 i chilometri percorsi ad abitante). Da queste abitudini, non ne giova la qualità dell'aria: il livello delle polveri sottili è pari a 20, che è il valore limite indicato dall'Organizzazione mondiale della sanità. Sugli edifici pubblici, è scarso inoltre l'utilizzo delle energie rinnovabili (fotovoltaico e solare termico): appena 1,46 chilowatt di potenza installata ogni mille abitanti. Sono invece alti i consumi di acqua per uso domestico (138,3 litri per residente al giorno) e la dispersione nella rete (ovvero lo spreco), pari al 29 per cento.



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