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Consegnate 900 firme per una Casa della salute nell’ex asilo comunale

Valentina Vettori

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Valentina Vettori

Pistoia. Novecento firme per chiedere una Casa della salute nello spazio comunale dell’ex nido Aquilone, a Bottegone, di fianco all’attuale sede del Cup di via Fiorentina. Le sottoscrizioni (seicento sulla piattaforma online change.org e trecento in cartaceo) sono state protocollate al Comune di Pistoia – e indirizzate al sindaco Alessandro Tomasi e al prefetto Gerlando Iorio – dall’associazione Bottegone Spazio Aperto, con il supporto del consigliere comunale del Pd Walter Tripi, che è anche tra i firmatari della proposta.

Il risultato va oltre le aspettative della stessa associazione, che in meno di un mese ha centrato l’obiettivo, «a dimostrazione – dicono – di quanto la richiesta sia sentita dalla cittadinanza».

«La nostra frazione è popolosissima – si legge in una nota di Bottegone Spazio Aperto, i cui referenti sono Marco Porta e Laura Romiti – e ha caratteristiche sociali variegate. Il Cup rischia da un giorno all’altro di venire meno per ragioni strutturali. È un pericolo che non possiamo correre, a maggior ragione oggi che il quartiere è oggetto di riqualificazione grazie al “Bando periferie”. Ragione in più per pensare che non ci possa essere riqualificazione senza servizi socio-sanitari, e al tempo della pandemia questo è ancora più chiaro».

La raccolta firme, come sottolineano i promotori, ha già sortito i suoi effetti, visto che, dalla Regione, sia l’assessore alla Sanità Simone Bezzini che alcuni consiglieri hanno dimostrato la volontà di sostenere la richiesta.

«Serve però concretezza – si legge ancora nella nota – e non vorremmo che tutto questo finisse solo in buoni auspici. Vorremmo invece conoscere quanto prima i dettagli di questa eventuale realizzazione, comprese le tempistiche e il luogo. Fino a che non avremo questi elementi, continueremo a farci sentire, sollecitare e tenere contatti con i cittadini».

Il quartiere – come anticipato dal Tirreno a ottobre, quando fu lanciata la petizione – sta rischiando di rimanere senza punti di riferimento, per quanto riguarda la sanità territoriale pubblica. Da qui la richiesta dell’associazione di trasformare quello spazio di proprietà comunale in un presidio socio-sanitario pubblico al servizio dei residenti di Bottegone, ma anche delle centinaia e centinaia di cittadini che abitano nelle frazioni limitrofe.

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