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«Non vogliamo una scuola di serie B» Il grido degli studenti del Petrocchi
Decine di ragazzi in piazza del Duomo per dire basta a carenza di aule e strutture pericolanti e invase dalla muffa
Valentina Vettori
Pistoia. “Non esistono scuole di serie A e scuole di serie B”. Ieri mattina gli studenti del Liceo artistico Petrocchi l’hanno urlato e l’hanno scritto sui cartelli esposti in piazza del Duomo. A spingerli a tornare in piazza, per rivendicare il loro diritto allo studio in una scuola sicura, la lunga lista di problemi che affliggono la loro scuola. Una lista che, con il microfono in mano, uno a uno snocciolano quando prendono la parola. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, è l’“esproprio” di un’aula nella succursale ospitata all’interno dell’istituto Fedi Fermi di viale Adua, che a settembre avrebbe dovuto ospitare una classe quinta, e che invece con il ritorno sui banchi non era più a loro disposizione. Una situazione che ha costretto quella classe a fare lezione in quella che avrebbe dovuto essere l’aula Covid della sede, la stanza in cui dovrebbero essere accolti e isolati gli studenti con sintomi influenzali.
Ma la lista dei problemi – come detto – è molto lunga.
«Nella sede centrale – dice Gaia Golembiewski, studentessa iscritta al quinto anno di liceo e rappresentante d’istituto – l’ascensore è rotto da due anni. Abbiamo chiesto più volte alla Provincia che venisse sistemato. Ma ancora niente. Il problema è che in questo modo gli studenti che hanno problemi di mobilità non possono accedere ai piani superiori in autonomia. Per esempio, la prossima settimana rientrerà a scuola una ragazza che ha subito un intervento alla gamba e che quindi è in sedia a rotelle. Lei avrebbe necessità di usare l’ascensore, che però non c’è. Quindi abbiamo pensato di chiamare la Misericordia per farla accompagnare in aula e nei laboratori ogni giorno».
Ma i problemi non finiscono qui, come lamentano gli studenti: «Nelle due succursali del liceo, al Fedi Fermi e a Quarrata – prosegue – abbiamo segnalato da tempo alcuni guasti ai bagni. Ma anche qui, nessuno interviene. E non è giusto!».
Ma tornando alla sede di piazza San Pietro, i ragazzi lamentano l’impossibilità di utilizzare il chiostro che, dopo oltre un anno dalla chiusura per il cedimento di una grondaia, è ancora inagibile. Così come gli alberi pericolanti, circondati da transenne, sul retro della scuola, la cui presenza rende complesso l’accesso alla palestra. Non solo: «Negli spogliatoi della palestra e in diversi laboratori la muffa è dappertutto. E non credo proprio che sia una cosa sana».
Insieme a lei, in piazza, c’erano diverse decine di studenti.
«Pistoia è una città simbolo di arte, ma il liceo artistico non è considerato da nessuno. Ci saremmo aspettati maggiore considerazione dalle istituzioni, anche per questa manifestazione. Ma non ci fermiamo e speriamo di ottenere presto un confronto con il presidente della provincia e il sindaco».
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