Il Tirreno

Pistoia

vicofaro è diventata una onlus 

«Un progetto pilota per l’autonomia dei migranti»

Tiziana Gori
«Un progetto pilota per l’autonomia dei migranti»

Don Biancalani: con l’aiuto della Fondazione potremmo fare da garanti e acquistare immobili da dare ai 30 ragazzi che hanno già un lavoro

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Tiziana Gori

pistoia. Quell’idea di “decongestionare” non lo ha mai convinto, e lo ha detto sin dall’annuncio della Regione di voler pubblicare un bando per l’eventuale manifestazione d’interesse di associazioni o cooperative del terzo settore disposte, a fronte di un contributo di 200mila euro, ad accogliere all’interno di strutture autorizzate i migranti di Vicofaro. Un progetto che avrebbe però una durata di soli cinque mesi.

Non era convinto, don Massimo Biancalani, e non per l’idea in sé, quanto per la “provvisorietà” del bando, l’assenza di un progetto strutturato nel tempo. I termini sono scaduti da un paio di settimane ma dalla Regione, al momento, non filtrano notizie. Per alleggerire il peso su Vicofaro («ormai un porto di mare, riferimento per i migranti dell’intera area metropolitana») il parroco pensa a un altro progetto. Di cui ha parlato con la Fondazione Caript.

«Vicofaro si è costituita in estate in Onlus. La “Vicofaro porto aperto”. Non siamo ancora operativi al cento per cento, ma essere una Onlus potrebbe aiutarci, lo speriamo, nel confronto con le istituzioni pubbliche. Attualmente ospitiamo 130 migranti. Per molti il soggiorno è temporaneo. Partono, ritornano, alcuni usano la parrocchia come dormitorio. Tanti soffrono di disagi psicologi. Poi c’è una parte, circa una trentina di ragazzi, che lavora ed è in grado di mantenersi. Sarebbe il momento giusto, per loro, di affittarsi una casa e rendersi autonomi. Secondo me – afferma don Biancalani – la strada da percorrere è avviare i migranti a un’autonomia di vita. È inutile fare baracconi da 40-50 persone per qualche mese. Sposta il problema, non lo risolve. L’ordinanza di Enrico Rossi andava nell’ottica di un progetto più strutturato, a livello regionale, e quello che ho in mente su Pistoia potrebbe rappresentarne il progetto pilota».

Don Biancalani ha avuto un incontro con Telesforo Bernardi, direttore della Fondazione. «È ancora tutto a livello informale ma la mia proposta ha avuto il via libera della Fondazione. Si tratterebbe di acquistare un paio di immobili a prezzi ragionevoli con mutui decennali, che sarebbero ripagati dagli affitti dei ragazzi. La Onlus e la Fondazione farebbero da garanti. Trovare le case “giuste” non è facile: devono essere in periferia ma abbastanza vicine alla stazione. Molti migranti prendono il treno per lavorare, alcuni si spostano in monopattino. .. Dovrebbero essere poi delle abitazioni singole, dei terratetto al limite, non appartamenti in condomini. Per evitare problematiche di convivenza. Se funzionasse, questa esperienza potrebbe fare da apripista per il resto della Toscana. Con i 200mila euro del bando regionale se ne potrebbero avviare due o tre di questi progetti».

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