Il Pd regionale vuole Fratoni candidata sindaco
La consigliera regionale non ha ancora deciso, ma il gruppo dirigente preme perché accetti di sfidare Tomasi
PISTOIA. Le voci erano un coro già da mesi. Ma ora pare che nelle stanze del Pd regionale la decisione sia stata presa. Federica Fratoni, consigliera regionale, è considerata la persona giusta per sfidare Alessandro Tomasi nella corsa a sindaco che si consumerà nella prima metà del 2022. Adesso si tratta di convincere lei. Per i vertici dem le uniche papabili erano Fratoni e Caterina Bini, le due primedonne del Pd pistoiese, vite parallele, entrambe di area cattolica, entrambe arrivate alla politica con l’Ulivo. Ma Bini, diventata sottosegretario del governo Draghi, è ancora più difficile da convincere. Fratoni non ha mai confermato (né smentito, peraltro) un suo eventuale impegno. Si dice sia titubante, presa da riflessioni che si possono immaginare. Si chiederà se valga la pena abbandonare una poltrona di prestigio , “tranquilla” e pure ben retribuita per gettarsi nella mischia con l’obiettivo di conquistare una poltrona può sì soddisfare le ambizioni e la voglia di incidere su una città, ma che porta con sè anche molti oneri e rogne quotidiane. Ammesso poi che la sfida sia vinta, perché al momento l’esito è alquanto incerto e il rischio di una brutta figura è reale. Intanto perché un sindaco uscente parte sempre con un un po’ di vantaggio, quando si presenta per il bis, a meno che non abbia fatto disastri e abbia la folla che lo insegue per strada. E non è questo il caso di Tomasi. Certo, si può sperare di sfruttare un’eventuale onda lunga del centrosinistra fresco vincente nelle città, ma Grosseto sta lì a ricordare che le eccezioni ci sono sempre. E poi c’è un doppio rebus incrociato: il Pd e le allenze possibili. Se i dirigenti regionali hanno deciso di puntare su Fratoni è perché pensano che il Pd pistoiese, animato da giovani volenterosi, non abbia però figure in grado di trascinare gli elettori. Insomma, Fratoni non troverà a sostenerla una “gioiosa macchina da guerra”. E anche sul fronte delle possibili alleanze c’è molto lavoro da fare e molti nodi da sciogliere. Il buon rapporto con i 5 Stelle suggerirebbe un dialogo privilegiato. Ma dall’altra parte c’è un problema con Italia Viva, dopo che Roberto Bartoli ne è diventato il punto di riferimento. Uscito dal Pd, Bartoli è visto dagli ex compagni di partito come “il traditore” che contrapponendosi al candidato dem Bertinelli nel 2017, ne avrebbe decretato la sconfitta. Difficile un recupero. E poi comunque, quanto varrebbero nell’urna questi potenziali alleati? Tutte domande che probabilmente Fratoni si sta facendo da tempo. In attesa di sciogliere la riserva e gettarsi nell’avventura. A suo rischio e pericolo.
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