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fisco e novità 

Catasto, rendite aumentate di oltre l’85% Ecco gli scenari in base alla riforma

Luca Signorini

Studio condotto dalla Uil: per l’Isee maggiorazione del 175%. In città 48mila gli immobili, 30mila quelli di tipo economico

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Luca Signorini

PISTOIA. Gli effetti non si vedranno prima del 2026. Ma è bene prepararsi: la riforma del Catasto, inserita nella legge delega del governo sulla riforma fiscale, porterà a rivedere le rendite catastali degli immobili, ferme al lontano 1989 (tra il 1996 e il 1997 le rendite sono state alzate del 5 per cento). E si prevedono nuovi aumenti che andranno a incidere sui portafogli dei contribuenti (alleggerendoli) e anche sulle casse dei Comuni (che si potrebbero fregano le mani per la maggiori entrate previste). Secondo un’elaborazione del Centro studi del sindacato Uil – che ha preso in considerazione i valori dell’Osservatorio del mercato immobiliare sulle compravendite degli immobili aggiornati al secondo semestre del 2020 - a Pistoia un’abitazione tipo (la media è calcolata su una superficie di quasi 140 metri quadrati) vedrà alzare la sua rendita catastale dell’85,5 per cento. Da 102.312 a 189.750 euro. L’aumento andrebbe a incidere sulle tasse che gravano sulla casa (Imu, imposte ipocatastali, imposta di registro), e sull’Isee, l’Indicatore economico che consente di ottenere agevolazioni e sconti (per esempio sui servizi scolastici). Nella nostra città, il valore della casa principale a fini Isee passerebbe da 33.208 a 91.500 euro (la differenza è di 58.292 euro). La maggiorazione sarebbe del 175,5 per cento. Per quanto riguarda l’Imu sulle seconde case: oggi il valore è a 1.085 euro, tra cinque anni potrebbe lievitare fino a 2.011 euro. L’aumento sarebbe dell’85,5 per cento (926 euro in più come valore assoluto). Si tratta di valori ipotetici sui quali va cauto l’assessore Alessio Bartolomei: «La riforma è ancora all’inizio del suo iter ed è prematuro fare qualsiasi valutazione. Le rendite potrebbero anche restare le stesse di adesso, ma da quanto si apprende in alcuni casi potrebbe aggiungersi un’aliquota catastale. Ma è tutto da verificare nelle modalità e nell'ambito di applicazione». Aggiunge: «Di sicuro la riforma comincerà da una mappatura degli immobili sul territorio nazionale, per individuare quelli finora sfuggiti al catasto e quindi al fisco. Posso dire che questi edifici a Pistoia sono veramente pochi, forse un centinaio. Gli immobili non censiti e considerati abusivi insomma sono residuali rispetto al patrimonio privato esistente. Il lavoro più grosso dovrà forse essere fatto sugli immobili non censiti adeguatamente, penso a quelli costruiti intorno agli anni ’50 che nel tempo possono essere stati modificati o ampliati senza darne comunicazione al Comune e al Catasto». A Pistoia ci sono 48.637 immobili conosciuti al catasto, tra questi 30.205 sono abitazioni della categoria A/3, ovvero le più diffuse abitazioni di tipo economico. Il Comune, dall’Imu su seconde case, fabbricati e terreni agricoli, incassa ogni anno oltre 18 milioni di euro. Una cifra che dunque potrebbe aumentare nel caso della prevista rivalutazione delle rendite catastali.

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