Il presidio
Petrucci attacca Regione e Asl «Impegni disattesi sul Pacini»
San Marcello. «Regione e Asl non hanno mantenuto gli impegni per l’ospedale di San Marcello». Lo dichiara il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Diego Petrucci e componente della Commissione sanità che ieri mattina, accompagnato dal consigliere comunale del Comune di Abetone-Cutigliano Deborah Rossi, ha fatto un sopralluogo all’ospedale Pacini.
Petrucci e Rossi hanno potuto così constatare che alcuni servizi non sono più attivi. «Da sindaco firmai un protocollo con Regione e Asl Toscana Centro, ed era stato messo nero su bianco l’impegno a garantire e potenziare alcuni servizi all’ospedale di San Marcello. Cronoprogramma già disatteso quando ancora guidavo l’amministrazione di Abetone-Cutigliano ed è rimasto disatteso anche adesso che ho visitato il presidio sanitario da consigliere regionale. Sono arrabbiatissimo – afferma Petrucci – con quei funzionari e dirigenti che negano l’evidenza e non rispettano gli impegni presi. Non solo non sono stati potenziati i servizi ma sono stati tagliati quelli che erano presenti nell’autunno del 2019».
Poi prosegue. «Sono stati tagliati i servizi di endoscopia e la diabetologia, non ci sono più i servizi offerti dall’infettivologo, pneumologo, dermatologo. L’Asl si era impegnata a creare un ambulatorio chirurgico, investendo 100mila euro entro il marzo 2020. Abbiamo appreso che i lavori sarebbero ancora in corso ma nessuno ci ha saputo dire quando ne è prevista la fine. Quando firmammo il protocollo con Regione e Asl, c’erano in servizio 6 medici dedicati all’emergenza/urgenza. Il protocollo impegnava a raddoppiare tali medici da dedicare a San Marcello. I medici, non solo non sono stati raddoppiati a 12, ma sono stati ridotti a 2. E nessuno ci venga a dire che questa è la conseguenza della pandemia – attacca Petrucci – è vergognoso che si coprano gli errori, le scelte sbagliate nella sanità toscana trincerandosi dietro il paravento dell’emergenza Covid. Voglio ringraziare medici, infermieri, personale sanitario che quotidianamente si spendono per garantire i servizi, soprattutto nelle zone di montagna e periferiche. È grazie a loro che la sanità toscana regge».
Carlo Bardini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
