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Pistoia

Lega addio, la fuoriuscita dei consiglieri

Tiziana Gori
Lega addio, la fuoriuscita dei consiglieri

Quattro su sei abbandonano il partito e formano “Agliana civica”: «Venuti meno i valori in cui avevamo creduto»

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Tiziana Gori

Agliana. Quattro su sei, un colpo da ko quello che riceve il partito di Matteo Salvini ad Agliana, con quattro consiglieri comunali fuori dalla Lega per formare una lista civica. Che continuerà, premette il capogruppo Silvio Buono, a sostenere la maggioranza di centrodestra alla guida del Comune da poco meno di due anni e mezzo con il giovane sindaco Luca Benesperi.

Ai quattro consiglieri si aggiunge poi il pezzo da novanta, il vicesindaco e assessore alle attività produttive Federico Ferretti Giovannelli, che confluisce nella neonata lista “Agliana civica” e ribadisce il pensiero dei compagni d’avventura: «Lasciamo con la speranza di continuare a collaborare con Luca Belli e la presidente del consiglio Milva Pacini. La maggioranza non è a rischio e mi fa piacere essere stato individuato come referente in giunta del nascente gruppo civico. Auspichiamo – afferma Giovannelli – che questo nostro cambiamento possa portare dei benefici a livello di amministrazione del territorio. D’altra parte, quando un vestito non te lo senti più addosso è inutile continuare a indossarlo». Più autonomi, liberi di mettersi a disposizione dei cittadini, in una piccola realtà locale, dove i diktat di partito e le sue logiche «non dovrebbero essere così soffocanti», afferma Buono.

Con il tempo sono venuti meno, dicono Oliviero Billi, Patrizia Santoro e Riccardo Coppini, «quei valori e quei principi che ci contraddistinguevano e che ci avevano indotto a iniziare questa nuova esperienza».

A motivare la decisione è il capogruppo Buono: «Noi tutti, qualche anno fa, abbiamo creduto nel modello di società proposto dalle politiche di Salvini e con grande entusiasmo siamo entrati nel partito, ci siamo candidati alle amministrative del 2019 riscuotendo il favore dei cittadini che ci hanno votato e che hanno consentito al centrodestra di vincere le elezioni. Per noi questa avventura rappresentava la prima scesa in campo nella politica attiva, con l’entusiasmo che è possibile immaginare». E alla prova dei fatti, dopo due anni? «Abbiamo purtroppo constatato che le battaglie condotte venivano vanificate da una politica sempre più accondiscendente verso le scelte di quelle forze politiche che abbiamo sempre combattuto. Mi riferisco ai rapporti con l’Europa, al problema degli sbarchi clandestini, alla flat tax». L’ingresso del governo Draghi ha portato «a una perdita totale di identità». Alla disillusione a livello nazionale fa eco quella a livello locale. «La gestione non è né democratica né meritocratica. Le decisioni collegiali non esistono più, i vecchi militanti non vengono ascoltati, il territorio nemmeno. I congressi non si fanno da anni e le nomine vengono date tutte dall’alto con criteri che nulla hanno a che vedere con il merito. Siamo in mano – sostiene Buono – a gente che non conosce il territorio e che distribuisce incarichi non basandosi sul merito ma sulla cieca obbedienza, in cambio di poltrone o promesse di esse».

I quattro parlano di «voci contrarie silenziate, vecchi militanti emarginati». «Il partito, a livello locale, è diventato un vero comitato elettorale sponsorizzante le iniziative elettorali». Ed ecco l’addio. Ma non verrà meno il sostegno alla maggioranza: «L’appoggio al sindaco non è in discussione, anzi vogliamo rafforzare e portare a termine il programma elettorale, in cui ci riconosciamo in pieno». Prove di alleanza per le elezioni del 2024.

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