Il presidio
Guarito dopo due mesi in ospedale adesso si ritrova senza green pass
pistoia. Ha avuto il Covid, è stato ricoverato in ospedale per due mesi, il suo sangue è ricco di anticorpi ma il suo green pass è scaduto. E non sa a che santo votarsi visto che ancora non si può vaccinare per ottenerne uno nuovo. A segnalare quella che ritiene essere una profonda ingiustizia – «dopo tutto quello che ho passato» – è un nostro lettore di Pistoia, che ci chiede di non pubblicare il suo nome, come garantito dalla legge sulla privacy in materia di dati sensibili.
«Mi sono ammalato il 22 marzo 2021 e sono stato ricoverato per quasi due mesi, di cui uno trascorso in rianimazione – racconta – Purtroppo in quel momento non era ancora disponibile il vaccino perché la mia classe d’età (ho 58 anni) è stata chiamata per la vaccinazione solo all’inizio di maggio. Comunque, alla fine sono guarito: il 7 maggio ho avuto il primo tampone negativo e il 13 maggio sono tornato a casa».
Dopo qualche settimana ha ricevuto il green pass.
«Ma solo dopo ancora qualche settimana mi sono accorto che c’era un errore, cioè la data di fine validità era sbagliata – continua – Il decreto legge 52 del 2021 stabilisce che chi è guarito dal Covid ha diritto a un green pass della durata di sei mesi. Nel mio caso quindi la validità dovrebbe terminare il 3 novembre (180 giorni dopo il 7 maggio), eppure inspiegabilmente sul mio green pass la data di scadenza indicata era il 18 settembre. Da quel momento ho suonato a tutte le porte per farmi correggere quell’errore: il medico curante diceva che non aveva la possibilità di farlo, le farmacie dicevano di non essere competenti, gli hub vaccinali mi dicevano che potevano correggere i green pass solo per coloro che erano stati vaccinati da loro. Ho chiamato il numero unico del ministero della Salute, il 1500, e mi hanno detto che per i green pass dei guariti i 6 mesi si contano a partire dal primo tampone positivo e non dal primo tampone negativo. In effetti mi sono accorto che la scadenza del 18 settembre corrisponde al 180° giorno dopo il primo tampone positivo, ovvero 180 giorni da quando mi sono ammalato. La cosa è ovviamente assurda! In primo luogo perché il decreto legge 52 dice chiaramente che il green pass dura 6 mesi dall’avvenuta guarigione (articolo 9, comma 4), in secondo luogo perché il primo tampone positivo equivale all’inizio della malattia, non alla fine di essa, e quindi non è la guarigione. E da ultimo perché seguendo questa regola assurda chi ha avuto il Covid in forma grave e di lunga durata verrebbe penalizzato e discriminato ingiustamente rispetto a chi ha avuto il Covid in forma leggera o asintomatica e si è negativizzato in pochi giorni».
Il nostro lettore ha ritelefonato più volte al 1500, sperando che si trattasse solo dell’opinione di un solo operatore, ma ha constatato che per il ministero della Salute è ufficialmente così: il green pass dura 6 mesi dal momento in cui ci si è ammalati, non dal momento in cui si è guariti, come prevede invece la legge.
«Dato che ho ancora problemi di coagulazione – spiega inoltre – il medico mi ha raccomandato di aspettare a vaccinarmi e di sfruttare tutti i sei mesi del green pass, anche perché ho un livello altissimo di anticorpi. Ovviamente ho anche scritto alla Usl, ma finora non ho risposta».
Attraverso il nostro giornale spera di poter risolvere «un’ingiustizia, rendendo noto il problema che immagino essere anche di altri nelle mie stesse condizioni».
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