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Tanti perché ancora senza risposta su quel pomeriggio finito in tragedia
pistoia. Una tragedia con ancora tanti perché quella avvenuta la vigilia di Ferragosto sulla montagna pistoiese. Ai quali potranno dare risposta i risultati degli esami istologici sui campioni prelevati nel corso dell’autopsia, chiarendo la natura del malore che ha colpito Tommaso mentre, con l’acqua alta appena un metro, stava giocando in piscina nel giardino di casa di un amico.
Il dramma si è consumato poco dopo le tre e mezzo del pomeriggio. Tommaso era appena arrivato assieme al suo compagno di classe nella casa di montagna di quest’ultimo, nella borgata di L’Aiale, vicino alla frazione di Prataccio, nel comune di San Marcello Piteglio. I due bambini si sono immediatamente spogliati e tuffati nella piccola piscina in plastica che si trova in giardino. E si sono messi a fare a gara a chi resisteva di più sott’acqua. È stata la nonna del compagno di scuola ad accorgersi che qualcosa non andava: Tommaso non si tirava più su. Lo ha toccato e ha compreso che era svenuto. Con l’aiuto di alcuni familiari che erano in casa lo ha tirato fuori dalla piscina e ha iniziato immediatamente le manovre di rianimazione, andando avanti fino all’arrivo dei soccorsi. Dato l’allarme, la centrale del 118 ha inviato sul posto l’ambulanza per le emergenze della Croce rossa di San Marcello e l’automedica. Quindi, il trasporto in elicottero, in condizioni disperate, a Careggi, con il trasferimento in serata in cardiologia pediatrica all’Ospedale del cuore di Massa, per un ultimo disperato tentativo di strapparlo alla morte.
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