Il Tirreno

Pistoia

caccia e agricoltura 

Sos cinghiali e caprioli dall’Atc 110mila euro per risarcire le aziende

Luca Signorini

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Pistoia. L’Atc 11 Pistoia risarcisce le aziende agricole e i coltivatori diretti che hanno subito danni dagli ungulati (cinghiali, cervi, caprioli). In tutto 110mila euro: 70mila come indennizzi e 40mila per la prevenzione, con la costruzione di recinzioni e il posizionamento di dissuasori.

Oltre un centinaio le domande arrivate all’Ambito territoriale di caccia provinciale, che invia sul posto il proprio perito per la stima delle perdite subite dall’agricoltore.

«Quest’anno, con le quote di iscrizione dei 4mila cacciatori pistoiesi, abbiamo pagato il 100 per cento dei danni periziati e degli interventi richiesti di prevenzione, risorse che incidono per un quarto sul nostro bilancio» spiega il presidente Massimo Damiani, che insieme al consiglio direttivo si avvia all’ultima stagione venatoria per scadenza di mandato. Le prossime elezioni interne si terranno a metà 2022.

La scorsa settimana, inoltre, sono terminate le immissioni sul territorio della selvaggina stanziale cosiddetta “nobile”: fagiani, starne e pernici. Il ripopolamento – dall’Abetone al Padule di Fucecchio – ha interessato circa 10mila volatili, tra i quali 7mila fagiani. «Un’operazione necessaria perché questo tipo di selvaggina era quasi completamente scomparsa in provincia», sottolinea Damiani.

In attesa dell’apertura generale della caccia (il 19 settembre), l’Atc attende il via libera dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale) per anticipare la caccia di selezione al cinghiale riservata alle squadre in braccata in aree “vocate”, vale a dire le zone collinari e montane, in prevalenza boschive, dove le colture agricole sono meno diffuse, destinate alla gestione conservativa delle specie, finalizzata al loro mantenimento nel tempo. Attualmente, la caccia in queste porzioni di territorio è consentita dal 15 settembre al 31 gennaio in forma singola (fino a tre cacciatori insieme), la partenza slitta al 1° novembre per la battuta in braccata, cioè squadre di cacciatori con al seguito numerosi segugi chiamati a scovare la preda tra la macchia.

«Abbiamo approvato il disciplinare che regolamenta questo tipo di caccia da maggio a ottobre – spiega Damiani – Un documento che consente all’agricoltore di attivarsi direttamente con le squadre, evitando numerosi passaggi burocratici. La speranza è che l’Ispra si esprima per poter partire a settembre».

Luca Signorini

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