Il Tirreno

Pistoia

lutto 

Stroncato dal Covid a 66 anni il barista Francesco Romani

Roy Lepore

Originario di Viareggio si era trasferito a Pistoia nel 1979 dopo aver sposato la moglie Cristina, con cui gestiva “Il Pinolo” di via Macallè

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PISTOIA. Aveva 66 anni Francesco Romani, viareggino, ma residente a Pistoia dal 1979, deceduto dopo avere contratto il Covid, che ha avuto la meglio sul suo fisico già provato da alcune patologie che lo affliggevano da tempo.

Appassionato del mare, per tanti anni si era anche dedicato alla pesca, assieme al padre Alberto, con un peschereccio che poi avevano venduto. Assieme al padre aveva poi gestito il Bar Bistrot, in via Coppino, per poi trasferirsi a Pistoia, dopo aver sposato la moglie Cristina, originaria della nostra città. Per un certo periodo aveva lavorato in fabbrica, poi, in via Macallè, aveva acquistato un bar, che gestiva assieme alla moglie e al quale aveva dato il nome “Il Pinolo”, per mantenere in qualche modo il legame con Viareggio, la città dove ha vissuto per tanta parte della sua vita.

Era cugino di Pietro Romani, direttore dell’approdo della Madonnina ed ex calciatore del Viareggio. «Era tifoso della squadra bianconera – racconta – e quando poteva veniva a seguire le partite. Gli avevo fatto avere un abbonamento speciale e quando poteva, pur abitando già a Pistoia, la domenica veniva allo stadio dei Pini. Una volta giocavamo nel campionato di serie D, a Fiorenzuola, e mentre facevamo riscaldamento mi sento chiamare dalle tribune. Non capivo chi potesse essere. Avvicinandomi alla rete vidi che era lui, venuto con la moglie per assistere alla partita. Era rimasto davvero legato a Viareggio».

Francesco Romani lascia anche il figlio Cristiano. —

Roy Lepore

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