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«Ora basta chiudere Bisogna investire su sanità e scuole»
PISToIA. «Imparare a convivere con il virus? Gli strumenti ci sono, ma il governo deve metterli in atto». Parte da questa considerazione la riflessione di Confcommercio Pistoia e Prato su un possibile futuro di convivenza col virus e dalla richiesta al governo e alla Regione di intervenire urgentemente sul fronte della sanità e modificando le norme anti-contagio. «Da una parte – osserva l’associazione – la variante Delta avanza sul territorio, dall’altra, la campagna vaccinale procede in modo capillare con 58 milioni di dosi somministrate che stanno mostrando i risultati attraverso la netta discesa delle ospedalizzazioni. Ma c’è ancora molto da fare, soprattutto in Toscana. La Regione infatti si colloca al quart’ultimo posto su scala nazionale per la percentuale di dosi somministrate». Confcommercio chiede di cambiare rotta scegliendo altri paramenti attualmente significativi: la pressione ospedaliera e le vaccinazioni: «I contagi sono perlopiù asintomatici o leggeri, perché il vaccino sta funzionando, e non possono essere considerati sinonimo di chiusura come in passato. Le Regioni stanno chiedendo al governo una revisione delle norme anti-contagio esistenti e lo stesso facciamo noi. No a nuove limitazioni per le aziende e a comunicazioni allarmistiche che rischiano di portare al collasso l’economia dei nostri territori. Piuttosto guardiamo al futuro. Prepariamo le scuole, i trasporti e le strutture sanitarie a gestire numeri più alti di ingressi e a fronteggiare eventuali innalzamenti dei contagi. Il Decreto Rilancio ha messo a disposizione 14miliardi da utilizzare per potenziare i presidi ospedalieri e, in particolare, le terapie intensive che, vista la scarsa capienza, dovevano aggiungere 3.500 posti letto. A un anno dall’affidamento del bonus alle Regioni sono stati aggiunti in Italia solo il 25,7 per cento dei posti in intensiva e il 25,5 in sub-intensiva. Sono dati sconcertanti che ci mettono in allarme. Non facciamoci trovare impreparati come nel 2020. Utilizziamo questi strumenti e definiamo nuovi protocolli che escano una volta per tutte dalla logica delle restrizioni come via d’uscita. Non lo sono». —
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