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I corridoi di Roberto Omaggio del Fedi-Fermi al prof ucciso dal Covid
Musica, applausi e commozione: l’atrio dell’istituto intitolato al docente scomparso ad aprile, molto amato dai suoi allievi
PISTOIA. Un modo per ricordarlo intitolare a lui quello spazio frequentato ogni giorno da centinaia di persone e che lui, nel corso degli anni, aveva abbellito e reso prezioso con le sue foto artistiche, racconto delle esperienze dei suoi viaggi e delle gite d’istruzione con i suoi studenti e scorci di vita della città di Pistoia. Ma come ha detto commosso nel suo discorso pronunciato il dirigente scolastico Paolo Barnardi, il modo migliore per onorare la sua memoria sarà attraverso l’impegno e il lavoro quotidiano, così come lui avrebbe voluto.
Una toccante cerimonia quella nel corso della quale, ieri mattina, al Fedi-Fermi di via Panconi, l’atrio dell’istituto è stato intitolato al professor Roberto Nania, originario di Poggio a Caiano, scomparso lo scorso 3 aprile, a 63 anni, a causa del Covid. Una morte che ha lasciato un grande dolore e sconcerto tra gli studenti, i colleghi e il personale della scuola. Da ieri, quel luogo che lo ha visto per anni impegnati nella sua missione di educatore, si chiamerà “I corridoi di Roberto”.
La targa in sua memoria, che ha trovato spazio alle sue tante foto artistiche, intende ricordare la creatività e l’originalità di un eterno ragazzo che ha fatto della professione docente una ragione di vita, amata e vissuta ogni giorno con entusiasmo e competenza, impegnandosi per il successo scolastico degli studenti più deboli in particolare nel corso serale. Sulla targa, una frase: “penso di aver bisogno di un posto più grande...”, tratta dalla canzone “Society”, di Eddy Wedder, molto cara al professor Nania. Canzone che ieri mattina è stata intonata in sua memoria, dopo la lettura di una poesia tratta dall’Antologia di Spoon River, la raccolta di poesie scritta dal poeta statunitense Edgar Lee Masters, autore molto caro al professore scomparso.
Alla cerimonia di scopertura della targa sono intervenuti anche il fratello, il figlio e la vedova Olga, che ha ribadito la sua intenzione di ottenere giustizia per una morte che, secondo lei avrebbe potuto essere evitata semplicemente non consentendo al marito di ritornare a scuola senza essere ancora vaccinato e iniziando tempestivamente le cure. —
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