Poche dosi, resta congelato il progetto del centro vaccinale
San Marcello. Il centro vaccinale della montagna per ora non parte. La speranza per gli abitanti della zona di potersi vaccinare a due passi da casa, senza scendere a valle, per il momento resterà delusa. Causa di questo stop, a detta del sindaco di San Marcello-Piteglio Luca Marmo, è un rallentamento nella consegna delle dosi, che impedisce di dare il via al nuovo polo.
L’ipotesi dell’apertura di un centro anche in montagna è stata avanzata dallo scorso maggio.
«Per il momento – spiega il primo cittadino Marmo – il progetto è congelato, perché rispetto a quello che il generale Figliuolo aveva previsto, pare che ci sia un rallentamento nella consegna dei vaccini e quindi non possiamo partire con il centro vaccinale. Quelli che arriveranno nel mese di luglio copriranno ragionevolmente i richiami o poco più. Ci troviamo quindi momentaneamente fermi, perché è evidente che nel momento in cui si dovesse mettere in piedi ci vorrà la disponibilità dei vaccini e siccome oggi sappiamo che le consegne stanno rallentando è inutile allestire qualcosa che per adesso è destinato a rimanere vuoto».
Il nuovo centro vaccinale, nonostante ci fossero anche alcune alternative, sarebbe dovuto nascere nei locali dell’ex Maeba, a San Marcello, ritenuti adatti per un operazione simile.
«D’altra parte – spiega ancora Marmo – io lo avevo detto da subito che questa cosa si sarebbe potuta fare solo nel caso avessimo avuto la garanzia che sarebbero arrivati vaccini in misura sufficiente».
Oltre al Comune di San Marcello-Piteglio, aveva aderito anche quello di Abetone-Cutigliano, che si sarebbe appoggiato al centro vaccinale sanmarcellino, nonché i Comuni di Sambuca e Marliana che, per questioni di distanza, avrebbero individuato sedi diverse. Ma non è detta ancora l’ultima parola. —
C.B.
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