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Piccoli debiti diventano grandi L’allarme di Federconsumatori
In provincia di Pistoia sono 4.366 le famiglie che si ritrovano in difficoltà dopo aver chiesto un finanziamento per l’acquisto di un’auto o di un televisore
Valentina Vettori
Pistoia. Elettrodomestici, telefonia, macchina nuova, oppure richieste di liquidità per far fronte a spese per la casa o altre necessità. Sono queste le tipologie di spese per cui sempre più persone fanno ricorso ai finanziamenti, rischiando di finire in condizioni di indebitamento continuativo. Ovvero quelle per cui, nel tentativo di restituire i soldi del finanziamento, si richiede un altro finanziamento e un altro ancora. Un meccanismo che rischia di diventare diabolico. E i numeri sono in crescita, anche a causa della crisi economica provocata dalla pandemia.
A rivelare il fenomeno, molto presente anche sul territorio della provincia di Pistoia, è Federconsumatori che con i dati forniti dal Lab Fisac Cgil, delinea un quadro preoccupante. Il numero delle persone segnalate come cattivi pagatori al Crif (Centrale rischi finanziari, ovvero la società che fornisce supporto all'erogazione e alla gestione del credito al consumo) nel 2020 è di 988, un dato davvero straordinario tenendo conto delle numerose persone che hanno comunque usufruito della sospensione delle rate. In totale, in provincia di Pistoia nel 2020 sono 4.366 le famiglie che, non avendo potuto far fronte ai propri impegni finanziari, stanno facendo i conti con le società di recupero alle quali le banche o le finanziarie hanno ceduto i crediti. Per rispondere alle sempre maggiori richieste di assistenza per questo tipo di problemi, Federconsumatori Pistoia ha appena costituito un apposito team specializzato sul sovraindebitamento. «Questa nuova squadra – spiega Giorgio Tibo, referente Federconsumatori per le problematiche legate al sovraindebitamento – ha il compito di verificare se sussistono le condizioni per aprire un procedimento che può permettere di risolvere il problema. La legge (conosciuta come legge antisuicidi, nda), infatti, dove sussistono le condizioni, permette di avviare un percorso di azzeramento di tutti i debiti. In questo modo, persone che per motivi che non dipendono dalla loro volontà, non riescono più a pagare il finanziamento, possono avere il supporto di un team specializzato, che li aiuti anche a tenere sotto controllo una comprensibile crisi psicologica». Spesso, infatti, chi richiede un finanziamento ha una iniziale situazione di stabilità economica che gli permette di far fronte alla restituzione del debito. La pandemia di Covid, però, ha sparigliato le carte in tavola per molte famiglie, cambiando all'improvviso le situazioni lavorative e le certezze economiche. Senza considerare che, per molti, il rischio è addirittura quello di precipitare nel fenomeno dell’usura. «A tutte queste persone – conclude Tibo – vogliamo far sapere che non sono soli, che i problemi si possono risolvere, e che questa organizzazione è pronta a dare il pieno sostegno e a fornire risposte concrete a chi si trova in questa situazione». —
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