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il convegno coldiretti 

Nel Recovery plan la grande occasione per il rilancio

Nel Recovery plan la grande occasione per il rilancio

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PISTOIA. Siamo al centro di una grande opera di valorizzazione del florovivaismo, Pistoia si conferma il polo produttivo nazionale che risponde e risponderà, innovando, alle esigenze green che sempre più sono utili ai cittadini e fanno parte dell’agenda politica delle istituzioni: così Coldiretti Pistoia, all’indomani del convegno “Il vivaismo italiano post Covid-19”, durante il quale è stato fatto il punto sulle nuove sfide del settore.

La Coldiretti, in questi lunghissimi mesi segnati dalla pandemia, ha riservato una forte attenzione al settore del florovivaismo, particolarmente colpito dall’emergenza. E oggi mette in campo i progetti per sostenerne il rilancio.

«La Coldiretti – ha spiegato il segretario generale Vincenzo Gesmundo – si è spesa come non mai in questo periodo segnato dal Covid. Si tratta di un settore strategico, con il coinvolgimento di 100mila lavoratori diretti, che arrivano a 200mila se si tiene conto delle filiere. Un settore che offre un contributo importante alla mitigazione climatica e alla tutela dell’ambiente, che tiene alto il valore della bellezza e rappresenta un’opportunità di mercato».

Gesmundo ha evidenziato le problematiche del settore, che mette in campo una produzione caratterizzata da una distintività che non ha eguali ma che deve affrontare la concorrenza dei paesi extra comunitari. Per questo l’impegno della Coldiretti è di intervenire per rimuovere gli ostacoli di una concorrenza aggressiva fuori della Ue per potenziare la capacità all’export.

Il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, ha sottolineato l’importanza del lavoro svolto da Coldiretti, che ha messo in evidenza le necessità delle imprese e il conseguente lavoro con le istituzioni grazie al quale è stato possibile ottenere la decontribuzione.

Prandini ha poi rilevato l’ avvio di un trend positivo, «ma il rimbalzo – ha aggiunto – deve diventare strutturale». Per questo è fondamentale la ricerca, necessaria per una risposta concreta agli agenti patogeni dovuti agli attacchi degli insetti o legati ai cambiamenti climatici.

Prandini ha anche sottolineato le grandi opportunità che offre il Recovery plan, su cui Coldiretti sta lavorando da mesi.

Altre grandi sfide sono le energie rinnovabili dal biogas al biometano. Importante anche aver ottenuto l’aumento dei fondi fino a 1,5 miliardi per i pannelli fotovoltaici, che possono abbattere i costi delle fonti energetiche delle imprese. Oggi infatti la bolletta energetica per l’Italia è superiore del 50 per cento rispetto a quella sostenuta dalle aziende nei Paesi Bassi e in Francia.

Per rilanciare il settore occorre anche una sinergia tra produttori florovivaistici e i garden finalizzata a sostenere la crescita del mercato interno ancora troppo debole.

La Coldiretti punta molto sulla formazione: «Il verde pubblico richiede manodopera specializzata perché con una potatura sbagliata nei nostri parchi si perdono fiori e cespugli».

Fabrizio Tesi, della “Giorgio Tesi Group” ha puntato il dito sulle assicurazioni. Oggi infatti le aziende devono fare i conti con problemi che nel passato non esistevano dal gelo alla grande siccità fino alle questioni fitosanitarie. «E per questo serve uno strumento assicurativo – ha detto – che ci consenta di sopravvivere» e ha comunque rilevato che negli ultimi anni sono stati offerti prodotti interessanti «per dormire sonni tranquilli».

Un altro tema caldo affrontato è quello delle malattie delle piante che arrivano attraverso le importazioni come, per esempio il tarlo asiatico.

Vannino Vannucci, della Vannucci Piante, ha sottolineato che questo insetto in Toscana è stato debellato velocemente grazie a un efficiente servizio fitosanitario. Bene dunque i controlli e soprattutto un coinvolgimento più forte del ministero della Salute a livello nazionale, ma anche del Cnr e delle università. —

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