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Foto hot della sua ex sui social: in carcere
Oltre a minacce di morte e offese ha creato falsi profili Fb e Instagram a nome della ragazza con proposte di incontri intimi
Massimo Donati
PISTOIA. Prima le minacce di morte, con telefonate, messaggi e, quando il suo numero era stato bloccato, attraverso profili social fasulli dal nome già di per sé evocativo, come “finiscemale” e “credimivamale”. Poi la persecuzione aveva assunto la forma di un sofisticato revenge porn: creando falsi profili Facebook e Instagram a nome della ex, aveva pubblicato foto hot della ragazza scattate al tempo in cui fra loro c’era ancora una relazione, per di più accompagnate da inviti per incontri dalla natura esplicitamente sessuale, fornendo agli interlocutori che si facevano avanti i veri numeri di telefono e l’indirizzo di casa di lei.
È con le accuse di atti persecutori, diffusione illecita di immagini e video sessualmente espliciti, sostituzione di persona e diffamazione che, alla fine, su disposizione del gip del tribunale il trentenne pistoiese è finito dietro le sbarre, al termine delle indagini della squadra mobile della questura, condotte rapidamente per prevenire eventuali episodi di violenza .
Una vicenda nata nell’agosto 2019, quando il giovane stalker (di cui non facciamo il nome per non rendere identificabile la vittima) aveva minacciato di morte la ragazza che lo aveva lasciato e il nonno di lei. Era stato quest’ultimo a sporgere denuncia ai carabinieri, ma non la ragazza, che aveva deciso di riallacciare la relazione. Relazione che aveva nuovamente e definitivamente troncato nel settembre 2020. Era stato allora che il trentenne pistoiese (che, tra l’altro, stava scontando, in stato di detenzione domiciliare, una condanna per maltrattamenti nei confronti dei genitori), aveva dato il via alla sua persecuzione nel tentativo di farle cambiare idea. Una escalation di molestie e minacce sempre più pesanti, come accennato anche attraverso falsi profili social: «Io tra venti giorni finisco tutto quindi poi affari tua, tieni il conto» scriveva riferendosi alla propria detenzione. E ancora: «-20 a mezzanotte», «-19, ti va male»; «Io ti ammazzo per la strada con una coltellata»; «Io voglio sfigurarti con l’acido»; «La testa ti taglio»; «Devi morire».
Nel frattempo aveva iniziato il suo progetto diffamatorio attraverso la creazione di falsi profili social a nome della sua ex o, comunque, a lei riconducibili, su cui aveva pubblicato foto di lei nuda e in atteggiamenti provocanti che lui stesso aveva scattato o aveva ricevuto dalla ragazza quando ancora stavano insieme. Quindi, attraverso quei profili aveva cominciato a contattare in rete vari uomini, inviando poi, a coloro che si mostravano interessati alle proposte più o meno esplicite che accompagnavano i messaggi, i numeri di telefono del cellulare e di casa della ragazza. Che, quindi, all’improvviso, si era ritrovata a rispondere, sconcertata, a telefonate di sconosciuti che le chiedevano appuntamenti per conoscerla di persona. —
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