Aggressioni sui bus sindacati all’attacco: «Subito cabine chiuse e videocamere a bordo»
A Pistoia cifre da allarme rosso: gli episodi di violenza nella nostra provincia sono il doppio della media regionale
Il cazzotto sul volto all’autista del Copit sul bus 79, lunedì pomeriggio a Badia a Pacciana, è solo l’ultimo episodio di una escalation da codice rosso: a Pistoia le aggressioni ad autisti e controllori sono il doppio della media regionale. Lo dicono i sindacati trasporti Cgil, Cisl, Uil e Faisa Cisal, che tornano a far sentire la loro voce in una conferenza stampa unitaria per esigere vere misure di sicurezza a bordo dei bus, in particolare del Copit.
L’episodio di lunedì scorso, stando a quanto ha raccontato a “Report Pistoia” l’altro protagonista, un ragazzo di 19 anni, sarebbe in realtà da classificare come lite, visto che anche l’autista avrebbe alzato le mani sul passeggero e che tutti e due, poi, sono finiti al pronto soccorso. Ma la circostanza non cambia niente: l’elenco delle aggressioni subite nell’ultimo anno e mezzo da personale del Copit, infatti, è estremamente lungo. Sono più di una decina, infatti, gli episodi approdati alla ribalta delle cronache: dall’aggressione di un autista che aveva chiesto i biglietti a cinque diciassettenne, avvenuta il 4 marzo del 2020, passando per storie di minacce, insulti, vilenza fisica contro i mezzi e – spesso – anche contro i lavoratori, fino all’aggressione con spranghe (il 22 maggio a Capostrada) o agli insulti ad una autista colpevole solo di aver chiesto a dei passeggeri di indossare la mascherina (17 dicembre, Monsummano).
«Siamo stufi di dover parlare di questi episodi dopo che sono successi – spiega Simone Masini della Filt regionale – questa è un’emergenza e va affrontata come tale. Le uniche vere soluzioni sono due: cabine di guida veramente chiuse e inaccessibili dall’esterno e videocamere a bordo, come deterrente per i malintenzionati ma anche come arma per smascherare i violenti».
Tutti d’accordo, i sindacati, su questi provvedimenti per frenare l’ondata montante di violenza sui mezzi pubblici. «È un problema generalizzato – sottolinea Claudio Cecchi della Faisa Cisal – verifichiamo un aumento esponenziale di questo fenomeno. E Pistoia fa registrare una media di episodi all’anno che è il doppio di quella regionale».
I sindacati chiamano in causa le istituzioni (Davide Zullo, Uiltrasporti: «In prefettura, lo scorso anno, furono decise iniziative di sensibilizzazione nelle scuole, ma non mi risulta che sia stato fatto niente»), ma anche e soprattutto le aziende, che frenerebbero sui provvedimenti di sicurezza per il loro costo. Un ragionamento che i rappresentanti dei lavoratori non accettano. E annunciano, al prossimo episodio di violenza, reazioni drastiche, come uno sciopero. «La legge sui servizi essenziali li limita nel trasporto pubblico – spiegano – ma se il tema è la sicurezza, con 24 ore di preavviso, lo sciopero si può fare». —
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