Il Tirreno

Pistoia

L’accordo 

Un aiuto agli uomini aggressivi per fermare le violenze di genere

Massimo Donati
Un aiuto agli uomini aggressivi per fermare le violenze di genere

Siglato il “Protocollo Zeus”: nei provvedimenti di ammonimento del questore ci sarà l’invito a rivolgersi ai centri di ascolto per un percorso di riabilitazione

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Il nome evoca il più noto maltrattante dell’antichità, e il “Progetto Zeus” ha come principale obiettivo la prevenzione: affinché tanti uomini, non si trasformino in despoti, è necessario bloccare le recidive degli episodi di violenza domestica e di stalking sul nascere, quando ancora non si sono trasformati in reati penali, intervenendo direttamente sul maltrattante, sottolineando il disvalore delle sue condotte, rieducandolo e riabilitandolo.

Per l’applicazione di tale protocollo, prima in Toscana, ieri la questura di Pistoia, per mano del questore Giovanni Battista Scali, ha siglato l’accordo di collaborazione, nella persona della sua presidente Alessandra Pauncz, con il Centro di ascolto uomini maltrattanti, che, dal 2019, ha sportelli anche a Pistoia e a Montecatini.

Come ha spiegato il questore Scali, la novità che viene introdotta da tale protocollo è che la possibilità di rivolgersi ai due sportelli della nostra provincia per chiedere aiuto e le modalità per farlo saranno indicate al maltrattante direttamente nel cosiddetto “ammonimento”, un provvedimento amministrativo che, su richiesta della vittima, viene emesso dal questore in caso di stalking o violenza domestica. Un’alternativa più rapida del procedimento penale e, per questo, più efficace per impedire la reiterazione, che però ha anche degli oneri per il destinatario, che, qualora dovesse persistere nei suoi comportamenti verrebbe denunciato d’ufficio e condannato a pene maggiori di quelle base previste.

Non è sempre semplice per le donne trovare un modo per proteggersi dalla violenza di coloro che amano.

«L’ammonimento – spiega la presidente del centro – è uno strumento in più per le donne che magari non se la sentono di sporgere denuncia e uno strumento in più di prevenzione della violenza, per far capire all’uomo la gravità del proprio comportamento prima che degeneri. Soprattutto se a emettere tale provvedimento è una figura autorevole come il questore».

Nel corso della conferenza stampa che si è tenuta in occasione della firma, il questore Giovanni Battista Scali ha sottolineato l’importanza di estendere la rete di collaborazione già esistente nel campo del contrasto alla violenza di genere per fornire una risposta di sistema sempre più adeguata all’importanza del rischio da scongiurare. Soprattutto in un periodo i cui questo tipo di violenze sembra essere cresciuto.

«Le richieste al nostro centro sono quadruplicate nell’ultimo anno e mezzo – spiega la dottoressa Pauncz – probabilmente per effetto della pandemia, o per una maggiore sensibilità verso tale problematica o per l’applicazione del cosiddetto codice rosso. Nei due anni di attività i nostri sportelli di Pistoia e Montecatini hanno seguito 65 uomini maltrattanti, e un’altra ventina sono stati seguiti all’interno della casa circondariale. Da gennaio a maggio di quest’anno siamo invece già a 24 casi».

Il Centro offre una prima accoglienza telefonica agli uomini maltrattanti, per poi passare a un percorso che prevede una prima fase di valutazione con una serie di colloqui individuali con psicologi, terapeuti e, quando necessario, con uno psichiatra del team. Al termine viene offerta l’opportunità di accesso a sessioni di un gruppo che durano otto mesi.

«Da oggi la questura si impegna a indirizzare gli uomini verso questo centro – conclude il questore – e per noi sarà anche una possibilità di avere un riscontro sul loro comportamento, per valutare eventuali aggravamenti delle misure prese». —



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