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Pistoia

Nuovo ospedale al Campo di volo Suppressa: «Fu una scelta giusta»

F.C.
Nuovo ospedale al Campo di volo Suppressa: «Fu una scelta giusta»

L’architetto rivendica le decisioni del 2005. «Pandemia gestita meglio grazie alla nuova struttura»

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PISTOIA. «Immaginiamo per un attimo cosa sarebbe successo se in occasione di questa pandemia Pistoia non avesse avuto un nuovo ospedale in grado di adattarsi velocemente alle varie urgenze e contenere nei limiti del possibile le contaminazioni con una netta separazione dei percorsi? Nonostante ciò alcuni problemi si sono registrati ma comunque sono risultati sempre gestibili».

Sono parole dell’architetto Alessandro Suppressa, che firma un intervento sull’ospedale San Jacopo e la sua controversa (all’epoca) localizzazione nell’ex campo di volo. Una scelta che lui visse da vicino, essendo stato membro, nel 2003, del tavolo tecnico con il compito assegnato di valutare la fattibilità della ristrutturazione dell’ospedale del Ceppo e al contempo di vagliare le aree individuate dal Comune per la realizzazione del nuovo ospedale.

«Trascorso un periodo sufficientemente lungo per una serena valutazione», Suppressa dice la sua. Una valutazione positiva delle scelte di allora: «le ambulanze arrivano prima proprio perché l’ospedale è collocato in un nodo della viabilità a scorrimento veloce sulla quale confluisce bene la viabilità secondaria proveniente dai vari territori e ancora non è sprofondato o sommerso dalle acque». Suppressa aggiunge una valutazione positiva delle scelte dell’allora sindaco Renzo Berti.

«A distanza di anni bisogna dare atto al sindaco Berti di aver retto il colpo e di non essersi fermato davanti al fuoco amico e nemico: il 16 dicembre 2005 Il sito del nuovo ospedale nell’ex campo di volo fu approvato in consiglio comunale. Il sindaco allora dichiarò: “un’opera necessaria per la città... fanno sorridere, e non solo, le accuse di speculazione visto che si recuperano risorse da investire in opere pubbliche. Il nuovo ospedale sarà un luogo di cura…un presidio capace di dare risposte di alta qualità, di curare e non solo di ricoverare».

Suppressa aggiunge un elenco delle voci dissenzienti che allora si levarono. «Ricordo ancora meglio, come sempre accade in Italia quando si deve realizzare un’opera pubblica o di utilità pubblica, le polemiche si sprecano e tanti sono stati i profeti di sventura. Basta sfogliare le pagine ingiallite della cronaca locale del tempo per delineare il plotone di esecuzione che per fortuna non è riuscito ad abbattere la preda di turno».

Il resoconto dell’architetto è dettagliato. E ricorda il “no” alla scelta dell’ex campo di volo da parte di «gruppi ambientalisti, Wwf, Verdi, Comitato di difesa dell’ex campo di volo». Ma sullo stesso fronte militarono anche i consiglieri di Alleanza Nazionale (Suppressa non fa nomi, ma tra loro militava l’attuale consigliere regionale Alessandro Capecchi) e il capogruppo di Forza Italia Alessio Bartolomei (attuale assessore della giunta Tomasi). Le accuse più dure arrivarono da un comunicato congiunto firmato dai segretari di quattro partiti di maggioranza. Verdi, Comunisti italiani, Rifondazione e Italia dei valori. Contrarissimi anche quelli di Viva Pistoia Viva, Beppino Montalti e Alberto Niccolai, che però votarono sì il 15 dicembre. Quel giorno, vale la pena ricordarlo, i voti contrari furono di An, di Bartolomei (favorevole il resto del gruppo), dei Verdi (capogruppo Andrea Fusari), di Albano Vettori di Rifondazione comunista (il resto del gruppo si astenne). Fusari, con Bartolomei e Capecchi, firmarono anche un ricorso al Tar. E dopo quell’atto, il Sole che ride finì fuori della maggioranza che sosteneva il sindaco Berti.

Conclusioni dell’architetto Alessandro Suppressa. «Il ruolo della politica è quello di ascoltare, cercare di ridurre al minimo i problemi ma poi è quello di scegliere e dare operatività alle decisioni assunte. Attraverso la collocazione dell’ospedale è partito un ridisegno dell’intero comparto sud con la realizzazione di una porta di ingresso alla città. Operazione ancora da concludere e qualificare resa possibile da una scelta lungimirante compiuta a livello di politica urbanistica. Da allora è seguito un mandato amministrativo che per paura di assumere decisioni ha portato la nostra città all’immobilismo e ad un processo di progressivo decadimento, purtroppo aggravato dalle pesanti ricadute economiche della pandemia». —

F.C.

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