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Pistoia

la replica 

«Legnaia, con il ricorso al Tar l’attività è a rischio chiusura»

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pistoia. «Sconcerto, indignazione e grande preoccupazione». Questo il commento della Società consortile agricola di Legnaia alla notizia del ricorso al Tar presentato da 13 ex lavoratori della Cooperativa di Legnaia, riuniti nella coop Parco dell’Oltre Greve, contro l’assegnazione decisa dai liquidatori della coop di Legnaia al pool di aziende composto dal Gruppo Mati di Pistoia, Flora di Pescia e Viridea di Milano: gli ex lavoratori sostengono che il loro diritto di prelazione in sede di asta non sia stato rispettato dal pool di liquidatori.

Accuse alle quali i nuovi proprietari ribattono con un comunicato, condiviso e firmato anche da 40 dipendenti (la quasi totalità) della Cooperativa agricola di Legnaia in liquidazione coatta amministrativa. Secondo le tre aziende, il ricorso «rischia di generare gravissime conseguenze» sul piano di rilancio economico, ma «prima di tutto dal punto di vista occupazionale, perché l’esercizio del commissario liquidatore scadrà il 30 giugno e dopo questa data è molto probabile che la procedura non sia in grado di proseguire l’attività, e i 45 lavoratori attualmente in carico alla cooperativa e alla Legnaia Vivai debbano essere licenziati».

Fabio Rappo, di Viridea, Simone Bartoli, di Floratoscana cooperativa, e Francesco Mati, del Gruppo Mati, evidenziano come in questi due anni il gruppo aziendale si sia mosso con grande trasparenza, nel rispetto delle procedure e compiendo tutti gli atti informali previsti dal commissario liquidatore e dal ministero con l’obiettivo di rilanciare una attività agricola che è nel cuore di Firenze e della Toscana.

«Abbiamo chiesto sacrifici alle nostre aziende e ai nostri collaboratori – spiegano – ma, alla fine, siamo riusciti a presentare un’offerta che, in una procedura di asta pubblica, è risultata migliore salvando tutti i posti di lavoro e programmando investimenti per alcuni milioni nella ristrutturazione del punto vendita. Abbiamo incontrato tutte le istituzioni riscontrando solo incoraggiamenti e grande apprezzamento verso il nostro progetto. In questi giorni abbiamo incontrato i dipendenti che ci hanno accolti con entusiasmo e voglia di ricominciare dopo aver passato anni nella crisi e nell’incertezza del proprio futuro».

«Tutti i soggetti coinvolti nella vicenda – prosegue la nota – conoscono gli sforzi e i rischi che il ministero e la procedura si sono assunti con l’obiettivo di tutelare i posti di lavoro. È altrettanto noto a tutti che il nostro progetto di rilancio dell’identità toscana di Legnaia si è dovuto confrontare con un progetto che avrebbe scardinato questa filiera toscana. Ci chiediamo come si possa mettere sullo stesso piano una richiesta tardiva di 13 ex lavoratori con il futuro di 45 dipendenti attuali di Legnaia. Ci chiediamo quali siano i motivi se non quelli di provocare un grave danno in un momento così delicato. A questo punto un ritardo nel subentro determinerebbe il disastro generale, la chiusura dell’attività, il licenziamento di tutti, la perdita del valore». —

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