Il Tirreno

Pistoia

l’intervista al segretario provinciale del pd 

«Nessuna divisione stiamo lavorando per un’alternativa La destra fa danni»

Fabio Calamati

Galligani è rimasto spiazzato dalle dimissioni a sorpresa del segretario comunale Bozzaotre: «Forse era stanco»

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Fabio Calamati

PISTOIA. «Non condivido la ricostruzione giornalistica di un Partito democratico pistoiese diviso. Tutt’altro, siamo concentrati per offrire un’alternativa alla città basata su proposte e idee concrete. Non abbiamo intenzione di perderci in una discussione autoreferenziale che interessa solo agli addetti ai lavori».

Il segretario provinciale Pierluigi Galligani replica così alle notizie sullo stato del partito, dopo le clamorose dimissioni del segretario comunale Maurizio Bozzaotre e la forte opposizione, manifestata sui social, di alcuni esponenti della sinistra del partito di fronte all’ipotesi di una alleanza elettorale tra Pd e Italia Viva, dove nei giorni scorsi ha fatto il suo ingresso il consigliere comunale Roberto Bartoli, accusato – a suo tempo - di essere stato tra i responsabili della sconfitta elettorale del 2017, che portò il centrodestra al governo della città.

Ma se il partito è unito, perché il segretario comunale Bozzaotre si è dimesso, parlando – nella lettera che le ha inviato – di “violenti e reiterati attacchi provenienti dall’interno del partito”?

«Le dimissioni di Bozzaotre sono state una sorpresa. All’ultima assemblea comunale la sua proposta di tavoli tematici per definire il programma elettorale era stata accolta all’unanimità. Dimissioni possono avvenire nel momento in cui ci sono contrapposizioni negli organismi del partito. Invece lui ha enfatizzato degli scontri, soprattutto sui social, che personalmente non vedo sufficienti come fondamento di un atto di dimissioni. Può darsi che fosse un po’ stanco...».

Ora che succede all’Unione comunale di Pistoia, rimasta senza segretario a un anno dalle elezioni amministrative?

«Come segretario provinciale applicherò lo statuto e convocherò l’assemblea comunale, in tempi ragionevoli. Non dopo l’estate, per intendersi. Ho già sentito i membri della segreteria comunale, anch’essa decaduta, e presto farò una riunione con i segretari dei circoli. Ma la parola tornerà rapidamente all’assemblea».

Intanto proseguirà il percorso dei tavoli aperti per definire il programma?

«I tavoli di lavoro tematici stanno proseguendo in modo proficuo e presto presenteremo i progetti alla base del programma. È il momento di parlare con le persone, ascoltare i loro bisogni e avanzare soluzioni per rilanciare la città dopo cinque anni di una destra inconcludente e dannosa».

Ovviamente il suo è un giudizio negativo sugli anni di governo della giunta Tomasi.

«Pistoia è stata “capitale della cultura” grazie al centrosinistra. Adesso è isolata e divisa, chiusa in se stessa. Serve un’alternativa forte e credibile: siamo impegnati per questo obiettivo con determinazione».

Su quali alleanze puntate? Il nuovo consigliere di Iv, Roberto Bartoli vi ha lanciato un’esplicita richiesta di dialogo, quasi una sfida.

«Sul tema delle alleanze ogni decisione avverrà – come abbiamo sempre detto – sulla base dei programmi per la città, senza abbracci entusiastici né chiusure preventive. Saranno gli iscritti del Pd di Pistoia a scegliere il percorso con il quale presentarsi ai cittadini. Come partito provinciale, abbiamo ipotizzato lo stesso campo largo definito dal segretario Letta nelle sue interlocuzioni con le altre forze politiche. In particolare, a livello provinciale il confronto è già avviato con le forze che hanno sostenuto il presidente Eugenio Giani e con i Cinque Stelle. Ma siamo alla fase iniziale».

Quindi il confronto è anche con Italia Viva, che in consiglio comunale, con i suoi tre consiglieri, è la seconda forza dell’opposizione...

«Italia Viva è un interlocutore, ma la situazione in consiglio comunale è frutto della realtà del 2017, non di quella di oggi. Il Partito Democratico sarà il motore di questo progetto. Porteremo avanti le nostre idee in modo determinato e con rispetto nei confronti di tutti; allo stesso modo esigiamo rispetto per la comunità democratica. Il confronto fra idee diverse è sempre costruttivo, ma deve avvenire sui programmi per la città e sul suo futuro. Chiedo a tutti di evitare provocazioni e battute per nulla divertenti: tutt’altro che un buon viatico per un dialogo ancora tutto da costruire. È inutile alimentare divisioni delle quali non si sente proprio il bisogno. Siamo al lavoro per aprire, anche a Pistoia, una pagina nuova». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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