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lutto 

Addio a Fabris, uno dei simboli della mitica Olimpia Maltinti

Elisa Pacini
Addio a Fabris, uno dei simboli della mitica Olimpia Maltinti

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PISTOIA. Per Pistoia era uno dei giocatori mito, uno dei simboli della prima promozione in A2 della storia dei canestri cittadini. In Valdinievole, una volta appese le scarpette al chiodo, aveva deciso di vivere al Torricchio, tra Pescia e Uzzano. Per questo quando ieri si è diffusa la notizia della scomparsa di Vito Fabris, 67 anni, ex giocatore dell’Olimpia Maltinti, tutta la provincia si è stretta idealmente alla famiglia di uno dei volti più noti della pallacanestro toscana degli anni ’80. Quella che, di qua e di là del Serravalle, assisteva al grande salto verso il gotha del basket italiano delle cugine rivali. Fabris è stato uno degli artefici dell’inizio dell’età dell’oro della pallacanestro cittadina insieme a una delle squadre rimaste più impresse nella mente e nei cuori del tifo, quella che nel maggio dell’87 ad Arese conquistò l’A2. Col compianto Nicola Salerni in panchina, il capitano Andrea Daviddi a guidare una squadra fatta di giocatori rimasti legati alla città. Dal pratese Daniele Giorgi, ai pistoiesi d’adozione Capone e Della Rosa fino al guascone romagnolo Fabris. Eroi dal volto umano per quella generazione di tifosi, ma miti rispettati anche negli anni a venire, grazie alla passione tramandata dagli ex ragazzi del Cofax dove tifosi e giocatori si mischiavano in serate con atmosfere d’altri tempi. Alle lunghe maratone a carte ai tavolini di quel mitico bar, dove l’indimenticato titolare Giorgio Belluomini serviva birre e buonumore, sono legati alcuni dei tanti ricordi di Stefano Della Rosa. «Eravamo entrambi grandi giocatori di King – dice l’attuale presidente dell’Academy e babbo del capitano della Tesi Group – io avevo 20 anni, lui 30 ma era molto più bimbo di me. Ed era sempre il solito, unico per simpatia, anche a 60 anni. Se avesse messo la pallacanestro al primo posto, poteva avere una carriera incredibile. Sarebbe stato da Nazionale per un decennio. Ma i ritiri, il precampionato non facevano per lui... Era un bel pazzo, mi ha dato tanto sul campo e soprattutto a livello umano». Nativo di Santa Sofia (Forlì), Fabris ha giocato in tutti i campionati dalla C alla A1 vestendo tra le altre la maglia di Forlì, Firenze, Mestre e naturalmente dell’Olimpia Pistoia (dall’85 all’87). Alla città era rimasto affezionato anche per l’amicizia fraterna con l’allora quasi coetaneo presidentissimo Roberto Maltinti. «Quando ero piccola per la festa del babbo, io facevo due regali. Uno a mio padre e uno a Vito che era sempre a casa nostra» dice emozionata Elisa Maltinti, figlia dell'ex patron scomparso nel settembre 2019. Proprio insieme a Robertone, Fabris e i ragazzi di Arese si vedevano spesso al PalaCarrara e nel 2017 era stata fatta una reunion ufficiale nel trentennale dell'impresa di Arese. Il club biancorosso ha espresso il suo cordoglio, dedicandogli la vittoria sulla Stella Azzurra. Alla famiglia (la moglie Cinzia, i figli Eleonora, Gianmarco e Jacopo) le condoglianze anche del " Tirreno". —

Elisa Pacini

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