Il Tirreno

Pistoia

la spesa della vigilia 

Tutti in coda prima dei due giorni di stop ma c’è chi apprezza la chiusura forzata

Valentina Vettori PISTOIA.
Tutti in coda prima dei due giorni di stop ma c’è chi apprezza la chiusura forzata

Opinioni divise sulla stretta decisa dalla Regione: «Giusto far riposare chi lavora nei supermercati». «No, è una vergogna» 

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Persone con i carrelli in coda, ingressi contingentati per evitare assembramenti all’interno, ma tempi di attesa tutto sommato brevi. La vigilia di Pasqua davanti ai negozi della grande distribuzione, ma anche alle piccole botteghe di generi alimentari – che per ordinanza regionale oggi e domani saranno chiusi per contenere i contagi da covid – è trascorsa senza troppi intoppi.

All'Esselunga di via Porta Nuova il maggior flusso di persone si è registrato dalle 10 alle 12,30 di ieri mattina. Ingressi contingentati di dieci persone alla volta, con un sola componente per nucleo familiare. Il negozio, comunque, aveva già previsto la chiusura per il giorno di Pasqua e l'apertura parziale per la giornata di domani. Dopo l'ordinanza, invece, riaprirà martedì 6.

«Non credo che questa chiusura sia giusta - dice Salvatore Chiofalo, in coda prima di fare la spesa - L’affluenza nei supermercati c'è sempre e gli ingressi sono sempre contingentati, quindi non vedo dove sia il problema. I luoghi di assembramento non sono certo questi. La verità è che mancano i controlli altrove».

«È una vergogna questa ordinanza - commenta Claudia Dolfi, appena uscita dal negozio - Soprattutto per le tempistiche con cui è stata fatta, senza alcun preavviso. Come se poi chiudere supermercati e botteghe contenesse il contagio. Ma d’altronde da settimane sono chiusi tutti i negozi. Peccato che non si vede alcun miglioramento. Il vero problema è che manca il senso di responsabilità da parte delle persone».

«Ho fatto la coda per entrare - spiega Marco Pacini, dopo aver fatto la spesa - Cinque minuti di attesa cosa vuole che siano? D’altronde ormai ci siamo abituati. E comunque con gli ingressi contingentati così, problemi di assembramenti non ce ne sono. Basterebbe che tutti rispettassimo le regole. Diminuirebbero anche i contagi».

«Sono arrivato e ho trovato la fila all’ingresso, non avevo neanche letto dell’ordinanza di chiusura per i giorni di Pasqua e Pasquetta - racconta Simone Fabbri - In ogni modo io sono d’accordo. Penso a chi lavora nei supermercati e ha famiglia come tutti. È giusto che possano passare del tempo a casa con i propri cari. Poi loro non si sono mai fermati durante questa pandemia».

Stesso copione alla Coop di viale Adua, con le persone in coda già dall'apertura alle 7,30 e un flusso continuo di ingressi fino all'ora di pranzo.

«In negozio possono entrare massimo 291 persone e gli ingressi sono contingentati in dieci persone alla volta» spiega Elena Marrassini, direttrice del punto vendita Coop. «I negozi Coop sono chiusi per scelta sia per Pasqua che per Pasquetta – prosegue – quindi per noi non cambia niente. Con il fatto però che anche quest’anno i ristoranti rimarranno chiusi, e saranno chiusi anche tutti gli altri supermercati, è evidente come anche noi abbiamo avuto un aumento degli accessi. Scaglioniamo gli accessi per evitare assembramenti davanti ad alcuni reparti come forneria, macelleria e gastronomia, ma tutto sommato non è niente di paragonabile alle code che abbiamo visto nel marzo del 2020. Un anno fa c'era il panico. Ora i nostri soci si sono abituati. Prima venivano anche due volte in un solo giorno, adesso fanno la spesa una o massimo due volte la settimana, e spesso la fanno anche per i parenti». —



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