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Pistoia

la richiesta 

Federfuni in pressing «Più fondi alla Toscana e anche Giani ci aiuti»

C.B.

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Abetone. Federfuni Toscana chiede un cambiamento nei criteri per la ripartizione dei fondi e invita la Regione «a sostenere con forza e determinazione le rivendicazioni economiche della “Montagna Toscana” rispetto a una ripartizione, provvisoria, delle risorse destinate alla Montagna italiana», mentre i sindaci e le amministrazioni comunali «sono già al fianco della nostra categoria e delle aziende montane».

«L’amministrazione regionale – sostiene l’associazione – non ha aperto un dialogo con noi neanche in merito alla richiesta di apertura degli impianti durante la stagione invernale». Federfuni chiede quindi «un cambio di passo, un confronto diretto essendo l'unica associazione che sta sostenendo, insieme a forze parlamentari di governo e di opposizione, un deciso cambio nei criteri di ripartizione dei 700 milioni di euro messi a disposizione dal governo con un provvedimento storico, quasi epocale per l'importo e per la destinazione specifica a un territorio spesso ignorato».

Federfuni Italia ha partecipato con le proprie proposte alla riunione della Commissione aree interne, per avviare un processo di condivisione con la giunta regionale e con il consiglio della Toscana e chiede una modifica sostanziale che porti alla Toscana, alle Regioni appenniniche e alle Regioni a statuto ordinario i fondi necessari per indennizzare le società degli impianti, le aziende dell'indotto e i maestri di sci. «Dobbiamo passare da 3-4 milioni di euro sui 700 previsti a oltre 30 milioni di euro in modo che si possa dare una svolta all'economia della montagna ormai rivolta verso un inevitabile fallimento. Con queste risorse – si legge ancora nella nota di Federfuni, che vede come presidente nazionale Andrea Forment – e parliamo quindi di decine di migliaia di euro per ogni attività, anche l'intero tessuto economico fatto di piccole aziende potrebbe trovare una giusta ed equa risposta con indennizzi che a causa dei precedenti criteri, confronto tra mese di aprile 2020 e aprile 2019, non sono mai praticamente arrivati alle aziende di montagna». —

C.B.

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