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Pistoia

la protesta 

La parrucchiera apre il negozio Solidarietà anche dalle colleghe

Pasquale Petrella
La parrucchiera apre il negozio Solidarietà anche dalle colleghe

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Pasquale Petrella

pistoia. Daniele Ramires, Umberto Calefati, Edoardo Aloe e Daniele Cappelli sono arrivati da Montecatini, Laura Di Marco titolare del negozio Laura Hairstylist e Gessica Calabrese della Memibi Style da Pistoia. In piazza dei Cedri è un pomeriggio caldo per il sole, per la temperatura più che primaverile e per la voglia di tornare ad una vita normale.

Elena Mastrandrea titolare del negozio di parrucchiera Fata Bianca ha lanciato un messaggio: «Apro il mio negozio perché così non va e chiedo ai colleghi di fare come me». Una protesta civile senza trasgredire alle regole, aprendo solo il negozio ma senza servire alcun cliente, ma col chiaro intento di alzare la voce. «Perché ci stanno penalizzando vistoche rispettavamo a pieno le regole? Da noi si entra solo su appuntamento e tutti i protocolli anti contagio vengono rispettati. Eppure ci obbligano a stare chiusi», dice Elena. «Stanno solo alimentando il lavoro nero – le fanno eco Laura e Gessica – Chi viene nei nostri negozi è al sicuro. Oggi invece c’è chi va a fare il servizio a domicilio a nero, con tutti i rischi del caso. Chi di dovere dovrebbe rendersene conto». Ma a preoccupare sono anche i risvolti economici negativi. E su questo fronte interviene uno dei montecatinesi presenti nella piazzetta. «Lavoriamo, o meglio lavoravamo, tutti nel settore dello spettacolo – racconta – I night di Montecatini sono chiusi da un anno e noi non riscuotiamo da allora. Io avevo settemila euro da parte. Con una figlia universitaria e la famiglia da mantenere, pur facendo grandi sacrifici, oggi non ho che mille euro su quel conto. Se non si potrà tornare presto al lavoro non so proprio cosa fare».

«L’anno scorso mi sono licenziato perché la ditta non andava molto bene e io pensavo di poter iniziare una nuova attività con la mia compagna Elena - dice Fabio Gargini – Non ho fatto in tempo a cominciare: stavo creando dei corsi di barbershop, che ci hanno chiuso. Eppure abbiamo speso soldi per le norme sull’anticontagio. Così ci mettono in ginocchio».

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