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La città ritrova il suo “Vallecorsi” Una mostra per rilanciare il premio
Nel 2014 l’Hitachi abbandonò l’iniziativa, ora gli ex dipendenti hanno messo in piedi un nuovo progetto
Giacomo Carobbi
Pistoia. Dopo sette anni di pausa, Pistoia ritrova il “Vallecorsi” . Per più di mezzo secolo, fin dal 1949, il mondo del teatro nazionale si era dato appuntamento nei capannoni della San Giorgio, e successivamente della Breda, per quello che era diventato uno degli eventi più attesi tra i protagonisti dell’arte del palcoscenico.
Nel 2014 l’ultima edizione del premio, poi la transizione dello stabilimento di via Ciliegiole verso la gestione Hitachi, e la decisione della multinazionale giapponese di non proseguire l’avventura, aveva innescato la dismissione della Fondazione Vallecorsi e con essa una serie di passaggi burocratici che hanno portato fino alla riscoperta di questi giorni.
Protagonista principale dell’operazione è la neonata associazione “Amici del Vallecorsi per il Teatro” , che di concerto con l’amministrazione comunale ha già messo in cantiere alcune iniziative in attesa che l’emergenza sanitaria allenti la presa e permetta di ritornare ad allestire il premio: la prima in ordine di tempo vedrà le immagini più significative del “Vallecorsi” raccolte in una mostra che si terrà alle sale affrescate del comune dal 21 agosto al 12 settembre prossimi.
L’opera di salvataggio del premio teatrale era iniziata nel 2016 con il passaggio di consegne da AnsaldoBreda a Hitachi: fu in quella circostanza che Luciano Bertini, insieme a Moreno Fabbri e Piero Guastini, tutti ex dipendenti dell’azienda, insieme all’onorevole Roberto Barontini, manifestarono l’interesse di raccogliere l’eredità della fondazione e dare continuità al “Vallecorsi” . «Sono stati necessari cinque anni di lavoro – racconta Luciano Bertini, segretario dell’associazione –– alla fine ci siamo riusciti anche grazie alla collaborazione dell’amministratore delegato di Hitachi Maurizio Manfellotto, che ci ha sempre tenuti al corrente dei vari passaggi, e del sindaco Alessandro Tomasi, il quale ha mantenuto la promessa di impegnarsi affinché il patrimonio della fondazione non andasse perduto».
Il premio nacque nel 1949 per volere degli amici di Francesco Vallecorsi, ideatore e principale organizzatore delle attività della filodrammatica del circolo aziendale dell’allora San Giorgio, scomparso due anni prima all’età di 52 anni. Classe 1895, Vallecorsi era stato assunto alla San Giorgio nell’agosto 1911, in qualità di impiegato. Qualche mese prima aveva dato vita alla prima squadra di calcio della città, il Pistoia Foot-Ball Club, di cui era stato dirigente principale fino all’ingresso in blocco della squadra nell’Unione Sportiva Pistoiese tra il 1921 e il 1922. Negli anni, nel piccolo teatro di via Pacinotti Francesco Vallecorsi era riuscito a creare un gruppo teatrale molto attivo. Era un tuttofare: attore, macchinista, scenografo, perfino suggeritore. Dopo la sua scomparsa furono Nilo Negri, autore teatrale e giornalista, e Giulio Fiorini, noto poeta pistoiese, a ideare il premio come omaggio alla memoria dell’amico scomparso.
Da allora, grazie al “Vallecorsi” , Pistoia ha contribuito attivamente alla crescita del movimento teatrale premiando i migliori autori di testi e ospitando, consegnando loro preziose opere originali dello scultore Jorio Vivarelli, i più grandi nomi del palcoscenico italiano: dal pistoiesissimo Ugo Pagliai a Eduardo De Filippo, passando per Ernesto Calindri, Tino Buazzelli, Vittorio Gassmann, Alida Valli, Rossella Falk, Umberto Orsini, Gabriele Lavia e molti altri.
In questi giorni l’associazione è al lavoro per selezionare le immagini da esporre alla mostra, ma lo sguardo è rivolto anche al prossimo anno quando le iniziative sul territorio si intensificheranno e il premio teatrale, pandemia permettendo, dovrebbe rinascere definitivamente. –
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