Italia
Arrivate al San Jacopo le prime 39 fiale di anticorpi monoclonali
pistoia. Arrivate all’ospedale San Jacopo 39 fiale di anticorpi monoclonali per curare quei pazienti che potranno rientrare nei criteri stabiliti dall’Agenzia italiana del farmaco.
La somministrazione della terapia verrà effettuata in una stanza appositamente attrezzata all’interno del “setting Covid”, tre giorni alla settimana (lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 9 alle ore 13). Gli infettivologi del reparto di malattie infettive di Pistoia, diretto dal dottor Pierluigi Blanc, prenderanno in carico il paziente selezionato e gestiranno la somministrazione e la successiva sorveglianza in collaborazione con i medici di medicina generale e i medici dell’Usca.
Al momento, nell’area pistoiese, non è ancora stato reclutato alcun paziente. In tutta l’Asl Toscana centro, nei giorni scorsi sono stati sei i pazienti sottoposti alla terapia, anche nell’ospedale Santo Stefano di Prato e (uno) al San Giuseppe di Empoli. Attualmente stanno bene e non è stato rilevato alcun effetto collaterale.
L’Asl Toscana centro ha attivato una rete di coordinamento ospedale-territorio che coinvolge gli infettivologi dei centri di malattie infettive di Firenze, Prato, Pistoia ed Empoli, in stretta sinergia con i medici di famiglia, gli specialisti territoriali e i medici Usca, che hanno il compito di individuare i soggetti da sottoporre a questa terapia sperimentale. Ogni territorio ha individuato una propria sede di riferimento, in cui viene effettuata la somministrazione, in totale sicurezza.
Tra le persone preposte al trattamento rientrano i soggetti fragili di età maggiore di 12 anni che si trovano in isolamento domiciliare – pertanto non ricoverati e non in ossigenoterapia – con sintomi di grado lieve-moderato di recente insorgenza (e comunque da non oltre 10 giorni) e in presenza di specifici fattori di rischio secondo criteri stabiliti dall’Aifa.
«Sono soddisfatto dell’opportunità che ci viene offerta. Siamo ancora in fase iniziale, ma già siamo in grado di avviare la somministrazione, in ambiente totalmente protetto, ad un primo numero di pazienti che rispettino i criteri stabiliti dall’Aifa. Con questa nuova terapia possiamo prevenire l’evolversi della malattia e questo potrà contribuire a ridurre i ricoveri in terapia intensiva e anche la mortalità dei pazienti più fragili» sottolinea il dottor Pierluigi Blanc, direttore della struttura operativa complessa Malattie infettive 2 (Pistoia e Prato).
La selezione dei pazienti è affidata ai medici di medicina generale e ai medici dell’Usca. Tramite una scheda di pre-arruolamento, i pazienti vengono individuati e indirizzati ai centri specialistici di malattie infettive, che li prendono in carico e prescrivono la terapia da somministrare. I medici ospedalieri, se necessario, possono effettuare una televisita. Dopodiché, il medico infettivologo prende in carico il paziente e prescrive la somministrazione, che viene effettuata da un team, composto da infermieri e medici. La durata del trattamento è di circa un’ora, poi il paziente dovrà restare la successiva ora in osservazione prima di rientrare al proprio domicilio.
L’azienda sanitaria ricorda che la somministrazione deve essere effettuata entro un massimo di 10 giorni dall’insorgenza dei sintomi. Il paziente dovrà restare in isolamento fiduciario anche dopo la somministrazione degli anticorpi monoclonali ed eseguire i tamponi prescritti dal medico secondo le tempistiche previste dalle normative vigenti. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
