Il Tirreno

Pistoia

la sentenza 

Il giudice: all’Hitachi Rail ci fu comportamento antisindacale

Massimo Donati
Il giudice: all’Hitachi Rail ci fu comportamento antisindacale

Il segretario provinciale Ugl Antonio Vittoria venne spostato dagli uffici all’officina «Mandato in via Ciliegiole per rendere maggiormente difficoltosa la sua attività»

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Massimo Donati

PISTOIA. Il successivo licenziamento non lo fu, ma lo spostamento dal reparto uffici a quello di montaggio e assemblaggio si configura come un comportamento antisindacale da parte dell’azienda. Perlomeno secondo il giudice del lavoro del tribunale di Pistoia, che ha parzialmente accolto il ricorso che l’organizzazione sindacale Ugl aveva presentato per tutelare il proprio segretario provinciale Antonio Vittoria, ex dipendente dello stabilimento Hitachi Rail di via Ciliegiole, prima trasferito e poi, con l’accusa di abusi informatici (è in corso un processo penale), licenziato dall’azienda.

Una vicenda iniziata il 17 ottobre 2019, quando Vittoria, 51 anni, fu spostato dagli uffici all’officina, proprio a ridosso delle elezioni interne per il rinnovo delle Rsu. Il 4 dicembre successivo, il sindacalista venne a sapere dell’esistenza di una denuncia penale dell’azienda nei suoi confronti, con l’accusa di reati informatici, in sostanza di un accesso abusivo. Il mese dopo, le elezioni: Vittoria, candidato Ugl, non venne eletto. Il 2 marzo, la lettera di contestazione disciplinare e l’11 marzo, infine, il licenziamento.

Opponendosi al ricorso, l’azienda ha sostenuto che, al di là del merito, non essendo ormai più Vittoria un dipendente, la questione del trasferimento non sarebbe più attuale. Ma lo è secondo il giudice del lavoro Francesco Baracca: « Gli atti denunciati da parte dell’organizzazione sindacale come antisindacali sono idonei a produrre, per il futuro, effetti pregiudizievoli e, più in generale, intimidatori per l’attività sindacale dell’organizzazione ricorrente».

Entrando nel merito, il giudice spiega che «non risultano documentati i motivi organizzativi e produttivi che hanno determinato lo spostamento. Deve ritenersi, quindi, che il Vittoria sia stato assegnato a un diverso ufficio per rendere maggiormente difficoltosa la propria attività sindacale. Lo “spostamento” del delegato sindacale è avvenuto a distanza di pochi giorni rispetto alla pubblicazione da parte di alcuni quotidiani di un comunicato con cui, nella sua qualità di delegato sindacale Ugl-Metalmeccanici, ha denunciato e criticato duramente Hitachi Rail spa e i suoi vertici per l’evidente stato di abbandono in cui si trovano quei lavoratori, taluni ammalati, che hanno subito l’esposizione alle fibre di amianto a causa delle operazioni di scoibentazione del tetto di Breda costruzioni ferroviarie».

Con il trasferimento, Vittoria fu allontanato da tutti i compagni che lavorano nel complesso di edifici adibito a “Uffici”, situato nella zona est, e fu collocato nell’area “Officina”, distante circa 500 metri e dove sono presenti esclusivamente operai «i quali – spiega il giudice – hanno votato per un altro collegio elettorale (collegio operai), diverso da quello del signor Vittoria (collegio impiegati/quadri). Il trasferimento è avvenuto nell’imminenza della campagna elettorale per il rinnovo della Rsu e Rls, e, indubbiamente, tale mutamento di ufficio ha reso più difficoltosa l’attività sindacale del Vittoria».

Secondo il giudice, il licenziamento non costituisce, invece, una condotta antisindacale: «si basa su condotte che non hanno soltanto rilievo disciplinare ma anche penale... e che non appaiono connesse all’attività sindacale...».

Insomma, Vittoria sarebbe stato licenziato p er fatti che riguardano esclusivamente la sua attività lavorativa. —

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