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Profumeria Douglas verso la chiusura il sindaco non ci sta
Tomasi incontra le dipendenti del punto vendita di Pistoia e chiede un faccia a faccia con i responsabili dell’azienda
PISTOIA. Il sindaco Alessandro Tomasi scende in campo in prima persona per difendere il posto di lavoro delle dipendenti della Douglas Profumerie di via degli Orafi a cui l’azienda, negli scorsi giorni, ha comunicato la chiusura del punto vendita pistoiese insieme ad altri 128 negozi sui circa 500 complessivi presenti in Italia. Nelle prossime ore scriverà all’azienda per chiedere un incontro con i responsabili.
«La profumeria di via degli Orafi – spiega il sindaco, che ieri ha incontrato tre delle lavoratrici del punto vendita di Pistoia – ha una storia di oltre vent’anni: una storia pistoiese da tutelare. Queste lavoratrici sono un punto di riferimento non solo per la loro attività ma anche per il nostro centro storico. La loro professionalità e la loro storia sono un valore aggiunto. In questa situazione drammatica per la loro occupazione si sono preoccupate anche delle sorti del nostro centro storico e della nostra città, che al pari di altre rischia piano piano di vedere tanti bandoni tirati giù. Le ringrazio per la grande sensibilità dimostrata. Per quanto di mia competenza, non lascerò cadere nel vuoto e nel silenzio questa vicenda che va oltre la loro vicenda personale. Nelle prossime ore scriverò all’azienda per chiedere un incontro. Nonostante si tratti di una decisione di ambito addirittura europeo, con la chiusura annunciata di 500 punti vendita, Pistoia farà sentire la propria voce. Sono al fianco di queste lavoratrici e ringrazio i sindacati che stanno lavorando sia a livello locale che nazionale».
Dall’incontro avuto con le dipendenti Douglas è emerso che il sopravvento dell’e-commerce durante questo anno di pandemia, a discapito del fatturato dei vari punti vendita, è stato uno dei motivi alla base della decisione dell’azienda.
«Con il sopravvento dell’e-commerce – continua il sindaco – il rischio è che le nostre città si svuotino. Richiamo di perdere quel valore aggiunto che non è possibile trovare nella vendita on-line, e che sta proprio nella professionalità e nella storia di chi lavora in queste attività. Penso ai tanti piccoli commercianti di Pistoia, che non hanno alle spalle grandi marchi, e che stanno affrontando enormi difficoltà in questo anno di pandemia. Per loro ho chiesto ristori adeguati, perché dopo un anno è a rischio la tenuta di tutte queste attività che sono da sempre parte fondamentale del nostro tessuto economico e della nostra comunità». —
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