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Il circolo di Tafoni è allo stremo «Dopo un secolo forse si chiude»

Carlo Bardini
Il circolo di Tafoni è allo stremo «Dopo un secolo forse si chiude»

Il consiglio è pronto a riconsegnare le chiavi a Unicoop Montagna pistoiese «Con il Covid ferme tutte le attività. Abbiamo tagliato le utenze, ma non basta»

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Carlo Bardini

SAN MARCELLO. Dopo più di un secolo di attività il circolo ricreativo di Tafoni rischia di chiudere i battenti e il consiglio direttivo è pronto tra alcuni mesi a riconsegnare le chiavi al padrone che è l'Unicoop Montagna Pistoiese.

Già in passato la struttura ha vissuto dei periodi di difficoltà ed è rimasto senza un gestore. Ma alcune attività ricreative, come il ballo e la tombola, e la gestione ad hoc da parte di alcuni consiglieri, erano in grado di sopperire, almeno per brevi periodi, in attesa di tempi migliori. Ma la pandemia sanitaria, con il Covid-19 che non permette più di svolgere spettacoli, né di ospitare gruppi di professionisti con le loro attività, ha messo in ginocchio questa storica realtà che vide la luce nel 1914. «Il circolo è chiuso ormai da diversi mesi – spiega Renzo Puccianti, presidente del consiglio direttivo – e per il momento, visto la realtà che stiamo vivendo, non sembra che possa tornare a riaprire le porte. Quindi come consiglio ci stiamo ponendo delle domande importanti e quella più pesante è se potrà continuare ad avere un futuro. Anche se manca un gestore, il nostro circolo ha aperto per ospitare serate danzanti, la tombola, ospitato gruppi di persone che ce lo chiedevano per le loro attività. Ma adesso, che non si può fare niente, siamo costretti a tenerlo chiuso. Senza sapere però se potrà avere un futuro». Una prospettiva nera, nelle parole del presidente, un’ipotesi che si affaccia per la prima volta. Il circolo di Tafoni è adesso l'unico luogo di ritrovo sociale e comprende una sala da ballo ma anche polifunzionale a norma, una piccola pizzeria, una seconda saletta, un ampio bar con sala e al piano di sopra ulteriori stanze che una volta fungevano da appartamento per i gestori e che adesso ospitano le sedi di alcune associazioni. «Per ridurre le spese – prosegue Puccianti – ci siamo trovato costretti a tagliare le utenze. Oltre a non pagare le bollette, questo ci ha consentito anche di non pagare la Tari (la tassa sull'immondizia) perché il Comune ci ha spiegato che era l'unica soluzione per sospenderla. Ma oltre a questo non sappiamo nemmeno che futuro potremmo avere. Se l’emergenza si dovesse allentare e ci troveremo di nuovo a fare attività ricreativa, allora potremmo anche riconsiderare la situazione, altrimenti, dopo aver parlato anche con il consiglio, ci troviamo costretti entro l'anno a rendere le chiavi al padrone di casa, l'Unicoop Montagna Pistoiese. Che ringraziamo perchè ultimamente ci ha anche sospeso l'affitto da pagare». —

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