Il Tirreno

Pistoia

Addio all’oste di San Vitale è morto Enzo Marchettoni

Martina Trivigno PISTOIA.
Addio all’oste di San Vitale è morto Enzo Marchettoni

68 anni, era ricoverato per Covid in terapia intensiva all’ospedale San Jacopo Il ricordo dei colleghi: «Se ne va un pezzo di storia, un uomo perbene» 

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Quel sorriso in parte nascosto sotto a un paio di baffi e quell'accoglienza tipica dell'oste di una volta. Quando, con lo sguardo e la memoria di chi non scorda neppure un dettaglio, sapeva già quello che i suoi ospiti avrebbero ordinato. Anche questo era Enzo Marchettoni, titolare della storica trattoria "San Vitale" di via Puccini. E, ora, mancherà a tutti. Moltissimo.

Lui, solida colonna della ristorazione pistoiese, era un punto di riferimento. Il Covid lo ha strappato, all'età di 68 anni, all'affetto della moglie Patrizia e della figlia Serena, ma anche di chi lo ha conosciuto e apprezzato negli anni. È morto ieri mattina, in un letto del reparto di terapia intensiva dell'ospedale San Jacopo di Pistoia.

Tantissimi i pistoiesi che si sono seduti almeno una volta a un tavolo della trattoria "San Vitale" di via Puccini, conosciuta anche come "Dagli Anarchici" o semplicemente "Marchettoni", che Enzo guidava dal 1965. La sala illuminata dalle luci al neon e quella fotografia, appesa alla parete, che ritraeva la formazione della Pistoiese negli anni Settanta. Lì, in quel locale, era come se il tempo si fosse fermato.

«Quel ristorante dovrebbe entrare a far parte del patrimonio dell'Unesco – ricorda Checco Bugiani, titolare della "Locanda del capitano del popolo"di via di Stracceria – mio figlio Emanuele, titolare di due ristoranti a New York e uno ad Amsterdam, andava spesso a cena da Enzo. Era il suo locale preferito, a Pistoia. Tutto, lì, era rimasto immutato. Ma Enzo non era rimasto indietro, no. Era riuscito a restare fedele alla tradizione. Così come i suoi tortellini in brodo o il fegato alla veneziana. Lui, poi, era un uomo perbene».

La pensa così anche Francesco Becagli, titolare de "La Degna tana" e presidente del Centro commerciale naturale di Confcommercio. «Se ne va un pezzo di storia – commenta – non soltanto di via Puccini, ma di un'intera generazione che lo ha conosciuto e rispettato, sempre. Per la sua serietà, coerenza e attenzione a quei dettagli per cui tutti, ancora, lo riconoscono. Lui, in quel locale, c'era nato. E ci è cresciuto, seguendo le orme di suo padre, prendendo poi in mano le redini dell'attività. Con la moglie, prima, e con la figlia, poi».

Infine il ricordo di Riccardo Trallori, ex consigliere comunale ed ex segretario del Pd. «Per molti della mia generazione, Enzo è stato un punto di riferimento - ha scritto sul suo profilo Facebook – Il Covid si è portato via un personaggio emblematico della nostra città che, con il suo approccio burbero ma allo stesso tempo umile, ha accolto nella sua locanda i mille volti della nostra società, facendoli sedere accanto e facendo dimenticare a ciascuno, anche solo per qualche ora, le proprie provenienze economiche e sociali».

Enzo Marchettoni era un grande tifoso della Pistoiese e molto impegnato nell’attività del suo rione, il Cervo Bianco.

Anche lo street artist toscano Ldb ha voluto dedicare un'opera a Enzo: la città di Pistoia nelle sue mani, dentro una delle sue pentole di rame. Quelle che usava per deliziare i palati dei suoi ospiti. —



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