Italia
Adolfo Curello il primo a finire nel mirino degli investigatori
quarrata. Fu lui il primo a finire nel mirino degli investigatori, a cui era arrivata la voce di quel giro di spaccio. E da lui, è stata ricostruita anche la rete dei vari fornitori di nazionalità marocchina che facevano base fra Prato, Calenzano e Campi Bisenzio.
Adolfo Curello, 47 anni, residente a Quarrata, è uno dei 19 indagati per i quali, ieri mattina, sono scattate le misure cautelari disposte dal gip del tribunale: quattro custodie cautelari in carcere, nove ai domiciliari, sei obblighi di dimora con divieto di uscire di casa la notte.
In carcere sono finiti Marco Cristiano, 44 anni, di Quarrata; Amine Chait, 26 anni, marocchino residente a Quarrata; Jaouad Lagrich, 39 anni, marocchino residente a Prato; e Amine Sabir, 25 anni, clandestino marocchino domiciliato a Prato.
Sarebbe dovuto finire dietro le sbarre anche un 32enne marocchino residente a Pistoia, che però aveva già da tempo fatto perdere le proprie tracce.
La misura degli arresti domiciliari, oltre che per a Curello, è stata disposta per Alessio Ballarò, 23 anni, residente a Pistoia; Salvatore Cosentino, 39 anni, residente a Prato; Omar El Guerymy, 39 anni, marocchino, residente a Quarrata ma domiciliato a Campi Bisenzio; Ahmed Najim, 26 anni, residente a Quarrata; Henri Mossuto, 48 anni, residente a Quarrata; Davide Salvatore Monsù, 31 anni, residente a Quarrata; Angelo Monsù, 30 anni, residente a Quarrata; e Sara Noci, 40 anni, residente a Prato.
L’obbligo di dimora con il divieto di uscire di casa dalla 19 alle 7 è stato disposto per cinque indagati, ritenuti di secondo piano dagli inquirenti: un marocchino residente a Campi Bisenzio e quattro italiani residenti fra Quarrata e Agliana.
Cristiano era stato il primo a finire nella rete dei carabinieri: denunciato dopo aver acquistato della droga da Curello, il 4 dicembre 2019. Fu da quell’episodio che, grazie anche alle successive intercettazioni telefoniche, i carabinieri sono poi riusciti a ricostruire la rete di spacciatori e fornitori. —
M.D.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google