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Adottare i pinguini africani è un modo per aiutare lo zoo
Il parco di Pistoia è chiuso per Covid: niente visitatori, ma le spese rimangono Gli animali vanno seguiti, sfamati e curati. Appelli sui social e la gente risponde
Simona Peselli
Pistoia. Tutela per gli animali , ma anche per chi ci lavora. Lo zoo di Pistoia ha più di venticinque dipendenti per accudire le 400 specie di animali del parco. «Abbiamo potuto mettere in cassa integrazione – spiega il direttore Paolo Cavicchio – soltanto il personale di servizio e delle biglietterie. Perché gli animali dipendono direttamente da noi e hanno bisogno di cure e assistenza sanitaria, ma anche affettiva». Lo zoo è chiuso, ma tutti i giorni se ne vanno 3.000 euro e ci sono almeno sette persone addette ad accudire gli animali. Con una squadra pronta a intervenire anche di notte per ogni evenienza e imprevisto. «Certamente – dice il direttore – c'è chi preferisce occuparsi dei pinguini piuttosto che della tigre. Con gli anni i custodi si affezionano agli animali che li riconoscono quando aspettano il cibo». Per aiutare lo zoo c’è chi compra i biglietti d'ingresso on line che restano spendibili per tutto l'anno, in attesa della riapertura. Ma c’è anche la possibilità di adottare un uovo di Pinguino africano. «Non tutti sanno – racconta la moglie Eleonora Angelini, responsabile della didattica - che esistono pinguini che stanno al caldo. Sono pinguini che devono essere recuperati, perché negli ultimi anni stanno abbandonando le uova, infatti a causa dell'aumento della pesca commerciale il pesce si è allontanato sempre di più dalle coste. Diminuendo la disponibilità di cibo devono nuotare per moltissimi chilometri. Così può succedere che le uova vengano abbandonate dai genitori. Poi ci sono gli sversamenti di petrolio che hanno portato alla decimazione di questa specie in natura».
Nel parco di Pistoia i pinguini aspettano voraci l'ora di pranzo. «I ragazzi della Sanccob (associazione non governativa) che si occupano dei pinguini africani e cercano di salvarli anche quando sono sporchi di petrolio hanno sempre bisogno di essere sostenuti – aggiunge Eleonora Angelini – Da molti anni, grazie al contributo dei visitatori li finanziamo». Proprio in questi giorni è partita allo zoo la campagna “scegli l'uovo di Pasqua”. «Nel nostro parco abbiamo 29 pinguini africani , di cui 10 sono nati qui – racconta orgogliosa Eleonora – Alcuni sono arrivati da altri zoo attraverso il coordinamento internazionale. In Sudafrica spesso fanno i nidi anche sotto le scale delle case. Lo zoo li alleva e garantisce, studiando anche la genetica, la sopravvivenza della specie». I genitori nel nido proteggono Zenzero, un grazioso pulcino, ultimo nato dello zoo. «Ci sono coppie formate, che a volte si separano e poi si riuniscono – dice Eleonora – Comunicano fra loro con suoni , mangiano due volte al giorno, alla mattina e alla sera, nove chili di pesce azzurro che arriva dal mare d'Irlanda. Chi cova riceve il cibo direttamente nel nido. Ognuno ha il suo nome e la sua storia, sono riconoscibili dalle fascette». Fra un pasto e una cova c'è spazio per una bella nuotata nella grande vasca attigua ai nidi . «L'adozione per sostenere il giardino zoologico in questo momento difficile – conclude Eleonora – è una buona occasione per esserci vicini. Per me e mio marito che abbiamo ricevuto il grande dono di portare avanti lo zoo in questi anni è una sfida importante. La crisi ci preoccupa non poco, ma siamo fiduciosi e facciamo affidamento anche sul nostro meraviglioso staff e sui sostenitori che non ci hanno mai abbandonato». —
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