Addio alla stagione invernale «Non riapriremo gli impianti»
Gli operatori della montagna tirano i remi in barca dopo il nuovo Dpcm e ormai sperano soltanto nell’arrivo dei ristori per scongiurare la catastrofe
Carlo Bardini
Abetone. Prima il 7 gennaio, poi il 18 gennaio, il 15 febbraio, il 5 marzo. Sono date che gli impiantisti abetonesi ricorderanno a lungo. Sono quelle che hanno via via alimentato la speranza poi delusa di poter aprire le piste da sci e dare inizio ad una stagione invernale che, seppur e sempre più compromessa, potesse comunque ancora dare loro una boccata di ossigeno. Ma adesso, con l’ulteriore posticipo al 6 aprile sancito dal nuovo Dpcm, addirittura dopo la Pasqua, gli addetti ai lavori hanno deposto armi e speranze. E dicono definitivamente addio alla stagione invernale 2020-2021.
E pensare che la neve è ancora presente e abbondante, almeno in alta quota. Adesso gli operatori sperano solo nell’arrivo dei ristori, unica risposta concreta ad una stagione invernale mai iniziata.
«Con questo ultimo posticipo – spiega Rolando Galli, presidente della Società Abetone funivie – la stagione invernale è chiusa ufficialmente, anzi non è mai cominciata. È impensabile aprire gli impianti ai primi di aprile. Adesso abbiamo bisogno dei ristori, altrimenti la situazione a livello economico sarà tragica. Le notizie dell’ultima ora sembra che indichino che qualcosa si sta muovendo».
Gli fa eco Giampiero Danti, referente anche lui della Saf.
«Ormai questa stagione invernale è andata – lamenta – Meno male che abbiamo potuto ospitare le gare e abbiamo lavorato quel minimo per garantire almeno tre mesi di lavoro a 40 maestri di sci, che hanno la qualifica di allenare le squadre che erano presenti, e ai nostri dipendenti».
Per il momento è confermato lo svolgimento del Pinocchio sugli sci, che ci sarà alla fine di marzo.
Che la stagione invernale è ormai persa lo sa bene anche la famiglia Ceccarelli, della Doganaccia, anche se loro sono pronti ad aprire anche il 7 aprile. «È chiaro che questa stagione invernale è chiusa – afferma Ronny Ceccarelli – e pensare di fare qualcosa di concreto ad aprile è impensabile. Si potrebbe al massimo accontentare gli appassionati per i fine settimana. Quando potremo, però, almeno la funivia di Cutigliano la apriremo. Adesso ci vogliono i ristori».
Scoraggiato Andrea Formento, direttore della Val di Luce Spa. «Ormai che la stagione è persa è ufficiale, e se il governo dovesse darci il via libera il prossimo 7 aprile ci sentiremmo beffati due volte. Stiamo cercando di capire se ci sarà la possibilità di aprire gli impianti in zona gialla, per portare i turisti a fare attività alternative alla discesa in pista».
Poi, come presidente nazionale di Federfuni, spiega che «la prima bozza del decreto “Sostegno” prevede un aiuto generalizzato per tutte le imprese e un ulteriore stanziamento di 600 milioni di euro per il comparto neve, che più di ogni altro è stato danneggiato economicamente da una chiusura che tra pochi giorni per molte realtà arriverà a 24 mesi di durata». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
