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Emergenze al telefono: da ieri anche a Pistoia risponde la Centrale unica
Si trova a Firenze e gestisce tutte le chiamate ai tradizionali numeri di emergenza (112, 113, 115 e 118) Ma con molta tecnologia in più
Chi ieri, da Pistoia e provincia, ha dovuto chiamare uno dei numeri telefonici dell’emergenza – il 112 per i carabinieri, il 113 per la polizia, il 115 dei vigili del fuoco o il 118 del pronto soccorso – magari non se n’è neanche accorto. Ma, per la prima volta, la sua chiamata non è arrivata direttamente a destinazione, è passata invece per la nuova centrale unica di emergenza, che si trova a Firenze. E che d’ora in poi riceverà tutte le chiamate di emergenza, indirizzandole ad una delle centrali operative di secondo livello (carabinieri, polizia, eccetera) solo quando realmente necessario, individuando subito l’interlocutore giusto e coinvolgendo più centrali se occorre. Oltre a risolvere subito quel 10 per cento circa di cosiddette “chiamate improprie”, quando un cittadino – ad esempio – chiama soltanto per avere delle informazioni.
È la rivoluzione del “Nue 112”, dove l’acronimo sta per “Numero unico di emergenza”: già partito ad Arezzo, Firenze e Prato, da ieri alle 10 funziona anche a Pistoia, in Valdinievole e ad Empoli. Dal 23 marzo sarà attivato a Lucca, Viareggio e Massa Carrara, dal 20 aprile a Siena, Grosseto e Follonica e dal 27 aprile a Livorno, Piombino, Pisa, Pontedera e Volterra. Per la Toscana la centrale unica 112 è a Firenze ed è capace di gestire a regime 4,5 milioni di utenti e 80 centrali operative di secondo livello.
L’avvio del nuovo sistema a Pistoia è stato illustrato ieri in una conferenza stampa video alla quale hanno preso parte il prefetto Gerlando Iorio, il questore Giovanni Battista Scali, il comandante provinciale dei carabinieri colonnello Gianni Fedeli, i comandanti provinciali della Finanza colonnello Francesco Tudisco e Vigili del fuoco Fabio Tossut, il direttore della centrale Nue Alessio Lubrani, Simone Magazzini dell’Asl Toscana centro e Piero Paolini, direttore del 118.
Ma il nuovo sistema serve solo ad inoltrare le chiamate di emergenza all’interlocutore giusto? Niente affatto. Come ha spiegato Alessio Lubrani, la nuova centrale può fare molto di più. Soprattutto, è in grado di localizzare automaticamente chi chiama col cellulare, utilizzando la tecnologia Aml (cioè localizzatore avanzato di telefonino). Se poi sul cellulare è in funzione la app “Where are U”, si può inviare una richiesta di aiuto anche senza parlare o digitando su una chat (utile per persone mute o nel caso, ad esempio, di un atto di violenza in corso). La centrale 112 è abilitata anche per ricevere le chiamate e-Call, tecnologia che dall’aprile 2018 è montata per legge su tutte le auto e che invia un Sos in caso di incidente, indicando la localizzazione precisa e la velocità del veicolo al momento del sinistro.
Non solo: la centrale 112 ha a disposizione servizi di traduzione simultanea in 20 lingue, per cui anche un cittadino straniero che non conosce l’italiano potrà essere ascoltato.
E poi a dimostrare che il nuovo sistema funziona, c’è l’esperienza sul campo di chi lo ha provato, come ha riferito Simone Magazzini. In tempi di emergenza Covid, filtrare correttamente le telefonate in entrata ha consentito alle centrali di secondo livello di lavorare in modo più tranquillo. E i numeri dicono che una percentuale dal 50 al 70 per cento delle telefonate provenienti dai vari numeri di emergenza ha trovato una soluzione direttamente al livello iniziale, quello appunto della centrale 112, liberando le singole centrali operative da più di metà delle chiamate. Come ha sottolineato il prefetto Gerlando Iorio, soprattutto in un periodo come questo di ripresa della epidemia, si tratta di un lavoro estremamente prezioso. —
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