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Ventiquattro migranti ospiti nell’ex albergo Giardini

Carlo Bardini
Ventiquattro migranti ospiti nell’ex albergo Giardini

L’amministrazione comunale si è candidata all’accoglienza delle famiglie Mandolini: «Chiediamo di parlarne in consiglio per vigilare ed evitare problemi»

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Carlo Bardini

San Marcello. Saranno massimo 24 i migranti che potrà ospitare l'albergo “ex Giardini” di San Marcello, e l'amministrazione comunale di San Marcello-Piteglio sta lavorando per poter candidarsi all'accoglienza di famiglie, uscendo da quella emergenziale. Lo dichiara Walter Mandolini , capogruppo consiliare di “Insieme” presente in maggioranza. Da un incontro che l'amministrazione ha avuto recentemente in Prefettura «ci è stato comunicato che il numero dei migranti accoglibili nel centro – scrive Mandolini – non potrà essere superiore a 24 unità e che sono in atto controlli dell'Asl e dei vigili del fuoco per verificare l'idoneità della struttura e prescrivere gli eventuali adeguamenti». Poi precisa. «La nostra amministrazione, in continuità con quelle che ci hanno preceduto, è orientata all'accoglienza e ritiene che il modello dell'accoglienza diffusa con ampio coinvolgimento delle amministrazioni e delle comunità locali sia di gran lunga il migliore fra quelli attualmente previsti. Abbiamo partecipato e stiamo tuttora partecipando all'accoglienza di alcuni migranti nell'ambito del progetto Sprar e ci siamo candidati per l'accoglienza di famiglie e siamo in attesa del bando ministeriale. Detto questo, riteniamo che se si dovesse concretizzare la soluzione prospettata non ci dobbiamo tirare indietro ricordando che si tratta di un intervento emergenziale e quindi, per sua natura, transitorio». Dopo queste premesse Walter Mandolini ed il gruppo consiliare manifestano delle richieste precise al sindaco Luca Marmo e alla giunta. «Proseguire il percorso per il coinvolgimento nel sistema di accoglienza diffusa per famiglie e chiedere alla Prefettura che l’attivazione di quello coincida con l’uscita del nostro Comune dall’attività di accoglienza straordinaria. Confrontarsi con la cooperativa che gestirà i migranti per concordare percorsi adeguati di accoglienza e pretendendo garanzie sulla qualità dei servizi, della struttura e sui metodi di gestione del gruppo, sotto la supervisione della Prefettura stessa. Organizzare una seduta del consiglio comunale – si legge ancora nella nota stampa – alla presenza di un responsabile del soggetto gestore del centro e della Prefettura quando e se la cooperativa avrà adempiuto alle prescrizioni richieste per l’apertura. Stimolare la partecipazione dei cittadini, anche attraverso il coinvolgimento delle organizzazioni e associazioni locali. Coinvolgere le forze dell'ordine, i cittadini, la cooperativa affidataria ed i migranti stessi nel prevenire e dissuadere eventuali comportamenti impropri o disturbanti. Se necessario impegnarsi direttamente come amministrazione per agevolare la qualità della convivenza tra i migranti e la popolazione locale». —

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