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Pistoia

le storie/2 - Cecchinelli (osteria bonodinulla) 

«Asporto e cibo a casa non sono sufficienti Speriamo nei vaccini»

«Asporto e cibo a casa non sono sufficienti Speriamo nei vaccini»

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PISTOIA. L’osteria-caffè “BonodiNulla” è uno dei locali più attivi del comparto della Sala. Alla manifestazione sono venuti in gruppo, tutti con la maglietta nera e il logo aziendale, opportunamente rivisitato. «Tra zona arancione e rossa per noi è cambiato poco – spiega il responsabile Gianluca Cecchinelli – sta di fatto che non possiamo lavorare. Siamo arrivati ad essere in 21, ora siamo in otto. Molte persone sono ferme, ristori e cassa integrazione non bastano a coprire bollette e acquisti della merce. Speriamo nell’estate e nei vaccini, con le dovute misure di sicurezza anche noi potremmo tenere aperto».

Cecchinelli non nasconde che lui e i suoi collaboratori hanno esplorato tutte le strade possibili per non rimanere fermi. «Abbiamo fatto di tutto – dice – dall’asporto alle consegne a casa, per dirne solo due. Ma queste attività non coprono neanche l’uno per cento del nostro lavoro. E i ristori sono dei palliativi: non coprono neanche le spese per la luce e per il gas».

Per di più, con le chiusure annunciate a bruciapelo, i locali pubblici hanno subito grossi danni... «Certo, in occasione della prima chiusura abbiamo dovuto buttare via seimila euro di materiali che avevamo pronti. Nella seconda chiusura se ne sono andati altri cinquemila. Poi ci siamo fatti furbi, e la volta successiva avevamo comprato meno». —

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