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Il ricordo di un insegnante: «Studente modello al Marconi»

M.L.

Sabri Jabalah si era diplomato all’istituto professionale Il professor Puggelli: «Era umile e aveva voglia di imparare bene anche la lingua italiana»

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PRATO. Piccoli meccanici crescono al “Marconi”. Sabri Jaballah era uno di loro. Il ragazzo di origine tunisina aveva varcato la soglia dell’istituto professionale di via Galcianese nel 2013 per diplomarsi nel 2018. Cinque anni di scuola, ciclo di studi regolare.

«Sono bravo nei lavori meccanici come la riparazione di biciclette e il giardinaggio», scriveva sul suo curriculum vitae di diplomato al Marconi, oggi guidato dal preside Paolo Cipriani.

Le prime esperienze di tirocinio le aveva svolte in una carrozzeria e nell’officina meccanica della concessionaria Tarducci tra il 2016 e il 2017.

Poi la svolta: un lavoro nel tessile, in filatura. A Sabri piaceva quel lavoro, nonostante la levataccia all’alba. Sacrificio, fatica, ma anche qualche guadagno in più.

D’altro canto già da qualche anno si sta affacciando una tendenza: ci sono mestieri faticosi che, nella filiera tessile, sono snobbati dagli italiani. Sono lavorazioni, anche tradizionali, che stanno ormai diventando appannaggio di operai di altre nazionalità.

Al “Marconi” ancora ricordano quello studente modello dedito agli studi e brillante nei risultati tanto da diventare anche un abituale frequentatore della biblioteca Lazzerini.

Ricordi impressi nella mente di Andrea Puggelli (nella foto), insegnante di educazione fisica appunto al Marconi. Puggelli racconta il dramma della classe frequentata da Sabri fino a due anni fa. Un suo compagno di classe perse la vita l’anno scorso, vittima di un incidente stradale. Ora un infortunio sul lavoro, mortale.

«Sabri l’ho portato alla maturità, era in commissione con me – racconta il professor Puggelli – Ricordo la sua dedizione e la sua umiltà, la sua voglia di imparare bene la lingua italiana. Non voleva restare indietro perché di origine tunisina. Uno studente che si è sempre applicato per raggiungere i suoi obiettivi». Una bella lezione dei giovani, contro ogni stereotipo e pregiudizio sui migranti che lavorano nel nostro Paese.

In serata anche il preside del Marconi lo ha ricordato su Facebook. «Siamo addolorati per la scomparsa di Sabri – sottolinea il preside Paolo Cipriani – Lo ricordiamo per la sua umiltà e il suo sorriso indimenticabile, un esempio per tutti noi. Tutta la comunità del Marconi è vicina al grande dolore della famiglia». —

M.L.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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