Lettere minatorie, poliziotti a caccia di dna e impronte
All’esame degli investigatori le buste e le lame di taglierino inviate al sindaco e a due impiegati comunali mentre continuano le attestazioni di solidarietà
pistoia. Le impronte digitali, le eventuali tracce di dna lasciate nell’incollare i francobolli sulle busta, ma anche le particolarità distintive della stampante utilizzata per le etichette adesive con i nomi dei destinatari e gli eventuali segni lasciati dallo scanner con cui la frase minatoria è stata fotocopiata. Tutti elementi che sono all’esame della polizia scientifica della questura di Pistoia che, assieme agli investigatori della digos, sta cercando di risalire a chi ha inviato via posta la lettera di minaccia – con all’interno anche una lama di trincetto – al sindaco Alessandro Tomasi e a due dipendenti comunali.
Per il momento il fascicolo aperto in procura con l’ipotesi di reato di minacce aggravate è contro ignoti.
Oltre alla pista delle eventuali tracce lasciate sulle missive, la polizia sta cercando di capire se i destinatari possano essersi occupati di un qualcosa che possa ave scatenato le ire dell’anonimo mittente, ma da una prima verifica è emerso che i due dipendenti comunali lavorano in uffici diversi e, tra l’altro, senza alcuna responsabilità direttiva.
Intanto, continuano ad arrivare le attestazioni di solidarietà al sindaco Tomasi. Tra cui quella della Confesercenti di Pistoia, a firma del direttore Riccardo Bruzzani e del presidente Pier Luigi Lorenzini.
«Intendiamo rivolgere al sindaco – scrivono – la nostra piena solidarietà circa i fatti accaduti recentemente, con vili minacce sia nei confronti del primo cittadino, sia agli uffici tecnici del Comune. Si tratta di vili azioni messe in atto non solo nei confronti della singola persona, ma anche dell’istituzione che esso rappresenta. Esprimiamo dunque piena vicinanza al sindaco, al suo ruolo e ai valori della democrazia sempre espressi al servizio della collettività. Siamo fiduciosi che le forze dell’ordine troveranno e sanzioneranno il soggetto reo di questa deprecabile azione, tanto più in un momento delicatissimo di emergenza come quello che stiamo attraversando».
«Le minacce, a poche ore di distanza l’una dall’altra, ricevute dai sindaci di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, e di Pistoia, Alessandro Tomasi – scrive invece il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale Marco Stella – sono un pessimo segnale, non solo per queste due città, ma per tutta la comunità toscana. A loro va tutta la mia solidarietà e vicinanza personale e di Forza Italia. Alle istituzioni e alle autorità preposte chiediamo di tenere alta la guardia e di vigilare». —
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