Il presidio
Carcere sovraffollato nuovi arrestati dirottati in quello di Prato
pistoia. «Complessivamente considerata» la situazione del sovraffollamento delle carceri in Toscana «non è particolarmente allarmante», ma in due istituti, quello di Pistoia e quello fiorentino di Sollicciano «permane un tasso di sovraffollamento assai elevato».
È quanto emerso ieri mattina dalla relazione tenuta dal presidente vicario della Corte di appello di Firenze, Alessandro Nencini, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario a Firenze.
In particolare, ha sottolineato Nencini, nella casa circondariale di Santa Caterina in Brana, le presenze sono «quasi il doppio» rispetto alla capienza regolamentare.
Capienza regolamentare che per la struttura di via dei Macelli è di 54 detenuti, poi negli anni spostata verso l’alto dal ministero fino a 87. Fatto sta che dal 30 giugno scorso i detenuti ospitati sono 103, di cui, più del doppio stranieri. Proprio per tale motivo, già da un paio di mesi, anche considerando i rischi di contagio Covid, la casa circondariale di Pistoia ha comunicato di aver chiesto il blocco degli accessi all’istituto per sopraggiunto esaurimento della ricettività. Infatti, coloro che vengono sottoposti a misure cautelari o arrestati in provincia di Pistoia vengono inviati nel carcere di Prato.
Nella relazione di Nencini viene spiegato che, al 30 giugno 2020, nelle carceri della Toscana erano presenti 3.209 detenuti (il 3,6 per cento in pi rispetto alla capienza regolamentare) con una diminuzione del 9,6 per cento rispetto all’anno precedente. Quanto alle conseguenze dell’emergenza Covid sulla situazione carceraria, ha precisato Nencini, l’irrompere della pandemia è stato affrontato in Toscana con la «riduzione delle densità della popolazione detenuta» e con «la prevenzione dell’ingresso del contagio in carcere».
“Il decremento della popolazione carceraria – ha precisato – è da attribuire anche alla flessione degli ingressi dovuta al minor numero di reati commessi nel periodo di lockdown». —
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