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Mati è ottimista: «Per riqualificare le città le nostre piante sempre più richieste»
Pistoia. La paura legata al blocco totale delle attività per il mercato interno ed estero del settore florovivaistico durante il lockdown della primavera 2020, a distanza di quasi un anno, lascia invece spazio a un sentimento di cauta fiducia, alimentato dai dati sulle vendite all’estero del distretto pistoiese, che fanno ben sperare per il 2021.
Il futuro, infatti, è proiettato verso progetti – anche all'estero – di riqualificazione del verde urbano che con molta probabilità vedranno protagoniste le aziende pistoiesi.
A confermare quanto emerge dal report della direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo sul distretto verde della provincia, e a parlare di futuro, è Francesco Mati, imprenditore e presidente del Distretto florovivaistico di Pistoia. «Il lockdown – dice – ha bloccato le nostre attività di vendita per mesi, mettendo il distretto in grande allarme. Motivo per cui ci siamo rivolti più volte al Governo perché il nostro settore era completamente immobile. Da maggio in avanti, però, con la ripartenza di molti ambiti produttivi, il nostro ha registrato un balzo importante per la richiesta di piante, sia in Italia sia all'estero».
Nel periodo di chiusura totale, tra l’altro, molte persone hanno riscoperto la cura della casa e del giardino, con il verde che è diventato protagonista.
«Di solito – prosegue Mati – il grande lavoro per le aziende del Distretto è tra febbraio e aprile, mesi in cui nel 2020 siamo stati bloccati. Tra maggio e giugno, però, abbiamo recuperato gran parte delle perdite subite nei mesi precedenti. A questo, si è aggiunto un autunno positivo, oltre ogni previsione. Non posso ancora dirlo con certezza, ma l’impressione è proprio che il 2020 abbia raggiunto i livelli che furono fatti segnare nel 2019, nonostante tutto».
C'è però da fare una distinzione. Se quanto detto sopra vale certamente per il settore vivaistico, diversa è la situazione per il settore floricolo, che è stato molto colpito – e continua a esserlo – a causa della cancellazione di tutti gli eventi come matrimoni e feste, ma anche la netta riduzione delle attività in hotel e ristoranti. Con il conseguente crollo delle richieste di fiori e composizioni floreali.
In generale, comunque, nonostante le difficoltà legate ancora alla pandemia di Covid, il futuro del settore florovivaistico lascia ben sperare.
«È lecito essere ottimisti - conclude Francesco Mati - per quanto riguarda il mercato interno ed estero, grazie alla crescita dei progetti di riqualificazione urbana e verde pubblico che vedranno grande richiesta di piante alle aziende pistoiesi. L'auspicio è che di qui ai primi prossimi cinque anni il nostro settore possa davvero diventare strategico». —
V.V.
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