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Picchiata dal marito I genitori: «Volevamo soltanto aiutarla»
PISTOIA. In quell’occasione, mentre il marito l’aggrediva per l’ennesima volta, la donna venne sì trattenuta dai propri genitori, ma con l’unico intento di sottrarla alle percosse, di evitare che, reagendo, potesse aggravare la situazione. Questa, in sintesi, la precisazione che il legale della donna che ha dovuto subire i maltrattamenti e di sua madre ha chiesto in merito all’articolo pubblicato domenica scorsa sull’edizione di Pistoia del Tirreno («Bloccata dai genitori mentre il marito la picchia») in cui si dava notizia del rinvio a giudizio dell’uomo (di cui, anche in questo caso, non pubblichiamo le generalità per non rendere identificabile la parte offesa).
Dopo la prima denuncia sporta per i maltrattamenti subiti, in cui aveva descritto vari episodi in cui era stata agredita dal marito, la donna si era ripresentata dai carabinieri un paio di settimane più tardi proprio per chiarire meglio l’assenza di responsabilità da parte dei genitori nella sua dolorosa vicenda.
«Dichiarando – spiega l’avvocato Luca D’Onofrio, del foro di Firenze – che mentre veniva picchiata dal marito, nel tentare di reagire intervenivano i suoi genitori, che cercavano di trattenerla al fine di sottrarla a ulteriori colluttazioni. Tuttavia, durante questo frangente, nel quale veniva trattenuta dai suoi genitori, suo marito riusciva ad approfittare repentinamente di tale immobilità e riusciva nuovamente a percuoterla».
Il legale delle due donne precisa inoltre che nell’integrazione di querela la sua assistita aveva spiegato anche che «nonostante le divergenze che sussistevano all’epoca con i genitori, legate alla vita familiare (in quanto non messi al corrente sino ad allora di tutto quanto stava effettivamente accadendo in termini di violenze subite), le dichiarazioni rese nella prima querela non erano affatto tese a voler rappresentare una partecipazione dei suoi genitori alle condotte lesive, da attribuire esclusivamente a suo marito».
L’intenzione dei genitori della donna, insomma, era unicamente quella «di sedare la colluttazione e non certo di aggravarla o parteciparvi». —
Massimo Donati
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