Il Tirreno

Pistoia

Sei quintali di hashish nascosti nelle fioriere: arrestati due trafficanti

Una delle fioriere modificate per nascondere l'hashish
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Una delle fioriere modificate per nascondere l'hashish

In manette un piemontese domiciliato a Quarrata: insieme a un complice è accusato di aver importato la droga dalla Spagna

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PISTOIA. Un torinese di 50 anni, domiciliato a Quarrata, è stato arrestato insieme a un altro piemontese di 37 anni con l'accusa di aver importato in Italia 600 chili di hashish dalla Spagna. Lo hanno reso noto oggi, 21 gennaio, l'Agenzia delle Dogane e la Questura di Livorno, dove è stato effettuato il sequestro della droga. Gli arresti sono stati eseguiti l'anno scorso, ma la notizia è stata data solo oggi.

È durata circa un anno l’indagine delle Dogane e della squadra mobile, coordinata e diretta dalla Procura di Livorno, che ha consentito di arrestare i due torinesi. L’indagine prende le mosse da quanto accaduto l’11 novembre 2019, quando era giunta nel porto di Livorno, proveniente da Valencia, una motonave che trasportava, tra l’altro, un semirimorchio che, a causa delle pessime condizioni del mare, aveva urtato contro altri rimorchi, con il danneggiamento di parte del suo carico, tra cui 18 fioriere di grandi dimensioni. Dopo l’arrivo della motonave in porto, il personale della compagnia di navigazione ha richiesto l’intervento della Polmare, in quanto, durante le operazioni di trasbordo delle fioriere su un altro semirimorchio non danneggiato, erano state notate alcune anomalie.

Dopo un approfondito controllo delle fioriere sono stati sequestrati 850 panetti contenenti complessivamente oltre 613 chili di hashish, abilmente occultati all’interno delle stesse. Grazie alla sinergia operativa tra il Reparto Antifrode delle Dogane di Livorno, la Squadra Mobile e la Polmare è stato possibile individuare il destinatario delle fioriere e la relativa società. E' così emerso che i due arrestati, nei giorni appena precedenti a quello dell’imbarco del semirimorchio a Valencia, si trovavano in Spagna, dove si ritiene si siano recati appositamente allo scopo di organizzare il trasporto in Italia delle fioriere “modificate”.

Entrambi gli indagati, risu"ltati inseriti in maniera radicata nell’ambiente del narcotraffico e in contatto con narcotrafficanti internazionali", sono stati rintracciati dalle Squadre Mobili di Torino e Pistoia, nelle loro rispettive abitazioni e all’esito delle perquisizioni, nel corso delle quali sono anche state sequestrate due autovetture ritenute provento dell’attività illecita, sono stati portati in carcere. Anche il Tribunale per il Riesame di Firenze ha confermato il provvedimento del Gip, cosicché gli indagati sono rimasti in carcere. Lo stupefacente avrebbe fruttato una somma, stimata dagli stessi indagati, tra i 2,5 e i 3 milioni di euro.

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