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«In ogni parrocchia si apra un luogo per l’accoglienza»
PISTOIA. Ci sono le disposizioni da seguire per ottenere l’indulgenza plenaria (cioè la remissione dei propri peccati), ma anche indicazioni precise alle parrocchie, per accogliere pellegrini e bisognosi. Sono una sorta di vademecum le “Disposizioni per l’Anno giubilare” che affiancano la lettera pastorale di monsignor Tardelli.
Durante l’Anno santo i fedeli sono invitati ad un pellegrinaggio. Le “Disposizioni” ne indicano due: uno in città e uno all’interno della cattedrale. Il primo prevede soste nelle chiese di Sant’Andrea, della Madonna dell’Umiltà, di San Giovanni Fuorcivitas, di San Bartolomeo in Pantano, all’ex ospedale del Ceppo, al Battistero e infine in Cattedrale, dove c’è la Porta santa che ogni pellegrino dovrà attraversare.
All’interno, l’invito è a sostare al Fonte battesimale, a confessarsi, a venerare l’immagine della Madonna delle Porrine, quindi la reliquia di San Giacomo e infine la partecipazione alla messa. Ogni giorno in cattedrale sarà celebrata una messa per i pellegrini. E per le confessioni ci saranno sacerdoti a disposizione in numero superiore al consueto.
Poi l’indicazione a ogni parrocchia o unità pastorale: devono adoperarsi «nella misura massima del possibile, per aprire un luogo, un appartamento o una casa di accoglienza, per pellegrini e viandanti, siano essi pellegrini in senso tradizionale, oppure senza fissa dimora,immigrati o persone comunque in qualche disagio» scrive monsignor Tardelli. «Particolare attenzione – aggiunge il vescovo – sarà fatta dalla diocesi alle donne che vivono situazioni di difficoltà». —
F.C.
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