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Ecco il numero a cui rivolgersi in caso di necessità

Martina Trivigno PISTOIA.
Ecco il numero a cui rivolgersi in caso di necessità

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C’è un filo sottile che corre in parallelo all’emergenza sanitaria. Accanto ai contagi e, purtroppo, anche ai decessi. Stiamo parlando delle difficoltà economiche con cui tante famiglie pistoiesi si sono trovate a fare i conti, all’improvviso. E i numeri non mentono: a primavera, quando la pandemia è cominciata, 450 famiglie si rivolgevano all’Emporio della solidarietà di via Ferraris, nella zona industriale di Sant’Agostino, in quei locali messi a disposizione dalla Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia da un paio d’anni. Oggi, invece, le famiglie sono aumentate e hanno raggiunto quota 750, oltre il 60 per cento in più in pochi mesi: 2.500 persone, in sostanza, fanno affidamento all’Emporio – gestito dalla Caritas diocesana e dalla Misericordia di Pistoia – per ottenere beni di prima necessità gratuiti. E di quelle 300 famiglie che si sono rivolte di recente al Centro d’ascolto della Caritas diocesana di Pistoia, il 55 per cento sono italiane, mentre il 45 per cento di altra nazionalità.

Sono tante – troppe – le persone su cui si è abbattuta la scure del coronavirus. Non soltanto da un punto di vista sanitario, ma anche economico. In molti infatti, dall’oggi al domani, si sono trovati senza un lavoro. E sono stati costretti, di conseguenza, a chiedere un sostegno. Perché su questo fronte il virus non ha risparmiato nessuno, colpendo quasi tutte le categorie economiche. E chi non ha potuto fare altrimenti si è affidato alla Caritas diocesana di Pistoia. Quando hanno potuto hanno raggiunto di persona i Centri d’ascolto. Quando, invece, non è stato possibile, hanno contattato gli addetti ai lavori con dei collegamenti online. E, in questo modo, sono entrati a far parte della grande famiglia di chi viene aiutato dalla Caritas.

Quello dell’Emporio della solidarietà è una sorta di piccolo supermercato: sugli scaffali, in perfetto ordine, sono esposti i beni di prima necessità che una persona per ogni nucleo familiare può scegliere di prendere, proprio come facesse la spesa.

«I punti vengono assegnati dal Centro d’ascolto della Caritas diocesana di Pistoia in base all’Isee – spiega Alessandro Vivarelli, una delle anime dell’Emporio – A ognuno viene assegnata una tessera che le persone dovranno presentare quando vengono a fare la spesa. Ogni mese, distribuiamo dalle 15 alle 18 tonnellate di cibo e prodotti per l’igiene personale. Purtroppo le difficoltà legate al Covid ci hanno imposto di attivare una serie di misure di sicurezza. Questo si traduce nel fatto che soltanto una volta ogni 30 giorni chi ha bisogno può approvvigionarsi».

Sono una cinquantina i volontari al lavoro, suddivisi in turni nel rispetto delle disposizioni anticontagio. Sono loro ad accogliere chi raggiunge i locali di via Ferraris. Tanto per rendere l’idea: nel 2019, in tutta la provincia di Pistoia, 2.133 famiglie si sono rivolte alla Caritas per chiedere di ottenere i suoi servizi; ad oggi – ma l’anno non è ancora concluso – i numeri sono lievitati, ancora, salendo fino a 2.409. E – fa sapere Giovanni Cerri, responsabile dell’Osservatorio della povertà e delle risorse della Caritas di Pistoia – il 70 percento di questi numeri si riferisce solo a Pistoia città.

«Per quanto riguarda la mensa della Caritas – conclude Cerri – durante la primavera servivamo anche 100 pasti al giorno. Oggi, invece, sono diminuiti, fermandosi a una cinquantina al giorno. Ma è all’Emporio della solidarietà che i numeri sono aumentati in maniera esponenziale. In quel piccolo supermercato dove le famiglie si sentono a casa». –



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